Bruxelles – L’Unione Europea condanna gli attacchi russi avvenuti nella notte contro città ucraine, riaffermando il suo sostegno a Kiev e sottolineando la necessità di continuare a fare pressione sul Cremlino. Una postura che – con l’uscita di scena dell’ex primo ministro ungherese, Viktor Orbán, che ha messo il suo veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni UE a Mosca e sugli aiuti finanziari da 90 miliardi da destinare a Kiev -, Bruxelles spera di riprendere in fretta, confermandosi coerente con la decisione di sostegno già adottata a dicembre e rassicurando le aspettative del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Anche per questo, “domani si terrà il primo incontro di una delegazione di colleghi della Commissione a Budapest, dove inizieranno i colloqui con il futuro governo ungherese”, ha confermato nel briefing con la stampa di oggi (16 aprile) la capo portavoce dell’esecutivo UE, Paula Pinho. “Questo è anche una diretta conseguenza dell’annuncio fatto dalla presidente von der Leyen all’inizio di questa settimana, secondo cui avremmo iniziato a collaborare con il nuovo governo il prima possibile su diverse tematiche, e ci sarà ampia opportunità per discutere le posizioni del nuovo governo e procedere di conseguenza”, ha aggiunto.
Dunque, il tempo stringe, mentre Mosca continua a i suoi bombardamenti. “Un’altra notte ha dimostrato che la Russia non merita alcun allentamento della politica globale o revoca delle sanzioni“, ha commentato Zelensky su X rispetto agli attacchi notturni. Per il presidente, la risposta deve essere “difendere le vite con tutti i mezzi disponibili” ed “esercitare pressione per il bene della pace con la stessa forza totale”. In questo contesto, “ringrazio la Germania, la Norvegia e l’Italia, con cui abbiamo già raggiunto nuovi accordi sul sostegno alla nostra difesa aerea. Stiamo lavorando con i Paesi Bassi per forniture aggiuntive”, ha evidenziato. Gli ha fatto eco l’Alta rappresentante UE per la politica estera, Kaja Kallas. “La Russia vuole più guerra, quindi la nostra risposta è più aiuti per l’Ucraina, più pressione sulla Russia e piena responsabilità per i crimini di guerra“, ha scritto su X. “L’Europa accelera. Negli ultimi giorni, la Germania e l’Ucraina hanno siglato un accordo per armi del valore di 4 miliardi di euro, il Regno Unito ha annunciato il suo pacchetto di droni più grande di sempre e i Paesi Bassi hanno impegnato 200 milioni di euro, tra altri impegni. Sul fronte dell’UE, è ora di sbloccare il prestito da 90 miliardi di euro e procedere con il 20esimo pacchetto di sanzioni. Il Consiglio Affari Esteri lo affronterà la prossima settimana”, ha specificato.
Intanto, per il presidente del Consiglio europeo, António Costa, “la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina è fallita, e per questo la Russia ha scelto di terrorizzare deliberatamente i civili“. Dopo aver espresso vicinanza ai colpiti – “i nostri pensieri vanno ai feriti e alle famiglie delle vittime di questi attacchi oltraggiosi” -, l’ex premier portoghese ha incalzato su X: “La Russia deve porre fine a questa guerra del terrore. È necessario raggiungere una pace globale, giusta e duratura per l’Ucraina, basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. Un terrore che si è manifestato ieri sera con “l’ennesimo terribile attacco contro obiettivi civili in Ucraina: mentre la popolazione dormiva nelle proprie case, le città di Kiev, Dnipro, Odessa e Kharkiv sono state colpite da decine di missili balistici e centinaia di droni” e “le forze armate russe hanno deliberatamente sferrato attacchi successivi contro i servizi di emergenza ucraini mentre i primi soccorritori arrivavano sul posto per salvare vite umane”. In questa situazione, Costa ha ricordato che “a tal fine, l’UE continuerà ad aumentare la pressione sulla Russia“, mantenendo il “fermo sostegno all’Ucraina mentre si difende dall’aggressione russa”. Un intento che Bruxelles spera di poter rendere concreto a breve, con Orbán che non parteciperà al vertice informale della settimana prossima a Cipro e con il prossimo cambio al vertice di governo a Budapest.
La Commissione UE, attraverso la sua portavoce agli Affari esteri, Anitta Hipper, ha osservato che gli attacchi notturni “dimostrano ancora una volta che la Russia non è affatto interessata alla pace” perché “le forze armate russe hanno deliberatamente condotto questi attacchi contro il sistema di emergenza ucraino, terrorizzando i civili”. Anche Palazzo Berlaymont invia i suoi “pensieri ai feriti e alle loro famiglie”, ricorda il suo sostegno al Paese aggredito “in tutta la sua forza per resistere e superare questa guerra al terrore” e specifica che continuerà a impegnarsi, “intensificando ogni sforzo per supportare l’Ucraina”.
In particolare, “ciò che Putin e la Russia dovrebbero fare è impegnarsi in un processo di pace con reale intenzione e concentrarsi sulla propria economia in rovina, invece di condurre la loro guerra al terrorismo”, evidenzia Hipper. “Come abbiamo visto nel primo trimestre di quest’anno, il deficit di bilancio russo è quasi raddoppiato rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso ed è superiore all’intero deficit previsto per il 2026 a causa della guerra in Ucraina” e, inoltre, “la Russia ha subìto e continua a subire perdite ingenti, con un totale stimato di vittime che supera gli 1,2 milioni”. Quindi, “è giunto il momento che la Russia smetta con la sua guerra di terrorismo e con l’aggressione nei nostri confronti”, osserva ancora la portavoce. Da Bruxelles, “continueremo a lavorare per la pace con l’Ucraina e per l’Ucraina”. Ma il punto di domanda su Budapest resta, data la chiusura espressa da Peter Magyar rispetto al percorso di adesione di Kiev verso l’UE e alle sue posizioni di apertura, ma fredde, sul veto agli aiuti europei e alle sanzioni. “Il tempo stringe per diverse questioni, che si tratti del prestito all’Ucraina o dei fondi UE del Next Generation EU. È quindi evidente che è nell’interesse dell’Ungheria e dell’UE fare progressi il prima possibile“, ha chiarito Pinho. “Pertanto, questi colloqui preliminari si svolgono per garantire che, una volta insediato il governo, si possano intraprendere azioni concrete, se necessario, senza perdere tempo. Questa è l’idea, questo è il contesto di questo incontro e il motivo per cui si svolge senza ulteriori indugi”, ha concluso.

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