Bruxelles – Il costo dell’instabilità energetica e dei conflitti sta presentando un conto pesantissimo all’Unione europea. Durante il dibattito al Parlamento europeo sulla crisi in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha dipinto la situazione finanziaria attuale: “In soli 60 giorni di conflitto, la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, senza una singola molecola di energia aggiuntiva”. Il calcolo che ne deriva è una voragine quotidiana nelle casse europee, poiché, come sottolineato con forza dalla presidente, “stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno”.
Questa emorragia finanziaria rappresenta per Bruxelles la conferma che “semplicemente non possiamo essere eccessivamente dipendenti dall’energia importata” in un mondo definito dalla stessa capa dell’esecutivo europeo come “turbolento”. La ricetta indicata da von der Leyen per interrompere questo flusso di denaro verso l’esterno è l’elettrificazione del continente. “Questo è il momento di elettrificare l’Europa”, ha dichiarato, spiegando che l’obiettivo è “ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e dare impulso alla nostra fornitura di energia pulita, prodotta internamente e conveniente”.
Von der Leyen ha ribadito che l’obiettivo in Medio Oriente è una pace duratura che includa “il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi”. La lezione appresa da questi mesi di crisi è che la sicurezza europea è “intrinsecamente legata” a quella della regione.
Infine, la questione dei costi si sposta sul bilancio futuro dell’Unione. Von der Leyen è stata chiara nel definire l’equazione di bilancio per il post-2028: senza nuove risorse proprie, la scelta sarà tra “contributi nazionali più elevati o minore capacità di spesa”. Per la presidente, il bivio è netto: “In altre parole, meno Europa esattamente dove l’Europa deve fare di più”. L’appello finale ai membri del Parlamento è stato un richiamo all’indipendenza e alla capacità d’azione, perché “questo è l’unico modo credibile per far corrispondere le priorità dell’Europa con i mezzi dell’Europa”.


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