Bruxelles — La Commissione europea ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti da 16,5 milioni di euro per rafforzare la risposta all’epidemia di Ebola. L’iniziativa arriva dopo la visita a Bunia, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e ad Addis Adeba, in Etiopia, della commissaria europea per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Hadja Lahbib. Durante il viaggio, Lahbib ha incontrato operatori sanitari impegnati nella lotta contro il virus, oltre a partner umanitari attivi nella cura dei pazienti, nella prevenzione e controllo delle infezioni, nel coinvolgimento delle comunità locali e nella gestione logistica. La missione è proseguita in Etiopia, dove la commissaria ha collaborato con l’Unione Africana e i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC).
Il nuovo finanziamento europeo si articola in tre componenti principali: 6,5 milioni di euro saranno destinati al rafforzamento dell’Africa Pathogen Genomics Initiative, il programma attivato dall’ottobre 2020 dall’Africa CDC con l’obiettivo di integrare il sequenziamento genomico e la bioinformatica nei sistemi sanitari pubblici di tutti i 55 Stati membri dell’Unione Africana. Questi 6,5 milioni serviranno ad equipaggiare meglio le squadre sul campo, formare il personale sanitario e migliorare i sistemi di sorveglianza attraverso strumenti diagnostici avanzati; altri 5 milioni di euro andranno all’Organizzazione mondiale della sanità per potenziare la sorveglianza epidemiologica e garantire l’accesso a forniture essenziali, come i dispositivi di protezione individuale; e gli ultimi 5 milioni saranno forniti sotto forma dispositivi diagnostici rapidi e kit per test di laboratorio, da distribuire rapidamente nelle aree più colpite.
Il nuovo intervento si aggiunge ai 15 milioni di euro già stanziati dalla Commissione a maggio per la risposta d’emergenza all’Ebola nella RDC e in Uganda. Complessivamente, nel 2026, l’Unione europea ha destinato oltre 115 milioni di euro al sostegno umanitario nella regione dei Grandi Laghi e in Uganda.
Senza allarmismi, l’attenzione resta ‘alta’ anche in Europa: per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) “la situazione estremamente complessa nella regione colpita rende considerevolmente più difficile adottare contromisure efficaci” ma il rischio di contagio per gli europei è molto basso.
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