Bruxelles – Balcani occidentali, allargamento, ebola e traffico di droghe. Sono gli altri temi – oltre a squilibri macroeconomici, bilancio pluriennale dell’Unione Europea e Ucraina – trattati ed emersi nelle conclusioni finali del Consiglio europeo di ieri e oggi (18-19 giugno). “I negoziati di adesione con Ucraina, Moldavia, Albania e Montenegro hanno fatto progressi significativi in questi sei mesi” ha dichiarato Nikos Christodoulides, il presidente di Cipro Paese che ricopre fino al 30 giugno il semestre di presidenza del Consiglio UE – durante la conferenza stampa finale insieme al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il testo finale stabilisce che “alla luce del nuovo impeto dell’allargamento e riprendendo la Dichiarazione di Granada del 2023″ (un documento strategico che stabilisce le priorità politiche per il futuro dell’UE, focalizzandosi su autonomia strategica, competitività e preparazione all’allargamento), le discussioni e le possibili riforme sono rimandate alla prossima riunione del Consiglio europeo di ottobre. Ma i leader accolgono la “Conferenza intergovernativa sull’adesione della Repubblica di Moldavia all’UE e l’apertura del gruppo tematico sui principi fondamentali del 15 giugno 2026”. Sul tema, Costa ha inoltre ribadito che l’obiettivo è completare il primo cluster riguardo i fondamentali per Ucraina e Moldavia entro la fine dell’anno.
Per quanto riguarda i Balcani occidentali, l’impegno dell’Unione Europea per l’allargamento “si basa sullo slancio positivo generato dai progressi con Montenegro e Albania e dal successo del vertice dell’Unione europea sui Balcani occidentali a Tivat (Montenegro)” dello scorso 5 giugno, secondo quanto osservato dal presidente del Consiglio europeo. Le conclusioni del Consiglio europeo di oggi evidenziano che ora bisognerà continuare “a lavorare a stretto contatto” con i sei Paesi interessati (Serbia, Montenegro, Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Kosovo), nonché “sostenerli nei “loro sforzi di riforma nel percorso di adesione all’Unione”. Si dovrà pertanto “promuovere la graduale integrazione tra l’Unione europea e la regione durante il processo di allargamento stesso, in modo meritocratico e reversibile”.
Entra nelle conclusioni del Summit anche l’Ebola e la sua diffusione nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. I Ventisette hanno promosso “il rapido stanziamento di fondi di emergenza da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di altri partner europei ed internazionali”. Secondo i leader, ciò consentirà “una risposta immediata, comprendente la sorveglianza epidemiologica, il tracciamento dei contatti, la preparazione clinica e l’aumento della capacità di laboratorio”. Non solo, è stata predisposta assistenza finanziaria e logistica a sostegno “del lavoro dell’OMS, dei centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie e di altri operatori umanitari e sanitari in prima linea nel coordinamento e nell’attuazione di misure urgenti di contenimento e risposta”. Di conseguenza, il Consiglio europeo ha invitato “il Consiglio e la Commissione a monitorare la situazione e la sua evoluzione e, se del caso, a definire e coordinare le relative priorità operative”.
Sul tema delle “crescenti sfide sanitarie, sociali e di sicurezza legate all’uso e al traffico di droghe illecite”, il Consiglio europeo ha evidenziato “l’importanza di affrontare tutti gli aspetti del fenomeno della droga con un approccio globale”. Costa ha osservato che “questa lotta deve essere perseguita a tutti i livelli: locale, nazionale, europeo e internazionale”. Secondo il testo finale ciò comprende “il miglioramento della preparazione, la tutela della salute pubblica, il rafforzamento della sicurezza, la prevenzione dei danni correlati alla droga e la promozione di partenariati e iniziative di cooperazione europei e internazionali, come la Coalizione europea contro la droga, nonché la cooperazione in materia di contrasto con i Paesi terzi”. Per il Consiglio europeo sarà necessaria anche “un’azione coerente nei confronti dei Paesi terzi che ospitano trafficanti di droga e non rispettano i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale”. Pertanto, il Consiglio europeo “prende atto dell’intenzione della Commissione e dell’Alto rappresentante di presentare una proposta per un nuovo regime di sanzioni orizzontali mirato ai gruppi criminali transnazionali” e chiede “l’effettiva attuazione della strategia dell’UE in materia di droga, in linea con il quadro di attuazione concordato dal Consiglio”. A tal fine, il Consiglio europeo esorta “il Consiglio, la Commissione, gli Stati membri e le agenzie dell’UE competenti a rafforzare il coordinamento in tutti i settori politici pertinenti. “Questo problema incide direttamente sulla salute, la sicurezza e l’incolumità dei nostri cittadini”, ha concluso Costa in conferenza stampa.


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