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    Home » Economia » La BCE pronta ad aumentare di nuovo i tassi, ma non subito

    La BCE pronta ad aumentare di nuovo i tassi, ma non subito

    La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in audizione in Parlamento UE: "Se si prevede che l'inflazione si discosti in modo significativo, la risposta sarà incisiva e persistente, ma al momento non vediamo questo segnale"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    22 Giugno 2026
    in Economia
    La presidente della BCE, Christine Lagarde, in audizione alla commissione Econ del Parlamento europeo (22 giugno 2026). Source: European Union 2026 - Source : EP. Photographer: Philippe BUISSIN

    La presidente della BCE, Christine Lagarde, in audizione alla commissione Econ del Parlamento europeo (22 giugno 2026). Source: European Union 2026 - Source : EP. Photographer: Philippe BUISSIN

    Bruxelles – Alzare ancora i tassi di interesse per rispondere agli effetti della guerra in Iran? La Banca centrale non può escluderlo. “Siamo fiduciosi che con una politica monetaria adeguata l’inflazione tornerà al livello obiettivo“, spiega la presidente della BCE, Christine Lagarde, nel corso dell’audizione in commissione Affari economici del Parlamento europeo. Una risposta ‘aperta’, che lascia intendere che l’Eurotower è pronta a riconsiderare al rialzo il costo del denaro dopo la decisione già presa se le cose dovessero deteriorarsi e registrare un aumento dell’inflazione ulteriore.

    Anche se, riconosce Lagarde, la situazione è tale da auspicare che non vi sia ricorso a un nuovo inasprimento della politica monetaria. È vero, ribadisce, che “seguiremo un approccio dipendente dai dati” e si prenderanno decisioni “volta per volta”, tuttavia “rispetto all’episodio di inflazione precedente, in questa fase lo shock attuale sembra essere di grandezza minore e si verifica in un contesto diverso”.

    La guerra in Iran “sta spingendo verso l’alto l’inflazione“, ricorda Lagarde. In questa curva ascendente “il principale driver dell’inflazione da febbraio è l’aumento dell’inflazione energetica”, e la presidente della BCE mette a confronto l’attuale situazione con quella scatenata dall’avvio della guerra in Ucraina. Nel 2022, “l’economia stava emergendo dalla pandemia, che aveva creato significativi squilibri macroeconomici, tra cui interruzioni della catena di approvvigionamento e politiche monetarie e fiscali altamente accomodanti per sostenere la ripresa”. Invece, continua, “all’inizio dello shock attuale l’inflazione era più vicina all’obiettivo e la politica monetaria e fiscale non erano più altamente accomodanti”. Ciò per Lagarde suggerisce che la trasmissione può essere più limitata, sebbene i rischi permangano qualora lo shock si intensificasse o persistesse“.

    Inflazione in calo e crescita in ripresa, i dati BCE

    Del resto le stime a disposizione della Banca centrale non predigono nulla di nefasto. Al contrario, i tecnici dell’Eurotower, nei dati condivisi a giungo, prevedono un’inflazione complessiva del 3 per cento nel 2026, del 2,3 per cento nel 2027 e del 2 per cento nel 2028. C’è dunque una linea discendente e tendente al ritorno verso l’obiettivo di riferimento del 2 per cento. È qui, chiarisce Lagarde, che la BCE potrebbe optare per nuovi aumenti dei tassi. Perché, “se si prevede che l’inflazione si discosti in modo significativo e persistente dall’obiettivo, la nostra risposta dovrà essere adeguatamente incisiva o persistente per evitare che si instaurino dinamiche di auto-rinforzo e il rischio di un disancoraggio delle aspettative inflazionistiche”.

    La presidente della BCE non vuole però alimentare timori, tanto che rassicura: “Al momento non riscontriamo alcuna prova di un disancoraggio delle aspettative inflazionistiche o di effetti di secondo ordine che giustificherebbero una risposta politica più incisiva in questa fase”. Vuol dire che un nuovo aumento dei tassi di interesse non è nelle intenzioni, non quelle immediate almeno, e che se la situazione dovesse restare com’è si potrebbe immaginare una pausa.

    Il problema di fondo è la situazione generale: “Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, scandisce Lagarde, che spiega: “L’accordo di pace in Medio Oriente è benvenuto, ma la situazione resta fragile, con rischi di battute d’arresto o di una nuova escalation”.

    Quanto alla crescita, le proiezioni dello staff dell’Eurosistema di giugno 2026 prevedono un aumento del Prodotto interno reale reale dello 0,8 per cento nel 2026, dell’1,2 per cento nel 2027 e dell’1,5 per cento nel 2028. Con Lagarde che tranquillizza eurodeputati e mercato: “Una crescita aggregata dell’intera eurozona dello 0,8 per cento non è stagnazione“. 

    Tags: Banca Centrale europeabceChristine Lagardecrescitaeurozonainflazioneparlamento europeotassi di interesse

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