Bruxelles – “Il cambiamento climatico può avere effetti anche sul comportamento degli animali e della natura”. È quanto riconosce la Commissione europea, interpellata in seguito al morso di una vipera a Manon Aubry, l’eurodeputata francese de La France Insoumise finita in ospedale dopo essere stata attaccata durante l’estate. “Possiamo sicuramente dire che ci stiamo lavorando”, ha spiegato Eva Hrncirova, portavoce dell’esecutivo UE durante l’incontro quotidiano con la stampa, precisando però di dover verificare con i propri esperti i dati specifici sui morsi di vipera.
“In generale riconosciamo che il cambiamento climatico pone minacce importanti in diversi ambiti legati alla natura. Una cosa è collegata all’altra”, ha aggiunto Arianna Podestà, portavoce di Palazzo Berlaymont, sottolineando che il riscaldamento globale “ha un impatto anche sul comportamento della natura e degli animali“. Per capire se questo possa tradursi anche in un aumento delle minacce per gli uomini, però, “dovremo tornare” sul tema dopo aver verificato i dati.
Il tema nasce dalla disavventura raccontata dalla stessa Aubry. L’eurodeputata ha spiegato sui social di essere stata morsa da una vipera e di aver avuto “alcune complicazioni legate all’envenimazione”, cioè all’ introduzione di veleno nell’organismo attraverso il morso o la puntura di un animale velenoso, fino al ricovero in rianimazione. Ora deve tenere la gamba “immobilizzata” ma parteciperà alle Journées du mouvement dal 20 agosto, “su un piede”, ha ironizzato, promettendo di far tacere le “lingue di vipera”.
Il caso non è isolato e può aprire ad una domanda: le vipere stanno diventando più presenti o stanno modificando il loro comportamento a causa del cambiamento climatico? Al momento non ci sono dati sufficienti per stabilire una correlazione tra il riscaldamento globale e un aumento dei morsi alle persone. La Commissione vuole però verificare l’andamento dei numeri con i propri esperti.
In Italia il morso di vipera rimane un evento raro, ma non trascurabile. Secondo l’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze, si registrano fino a 5 casi ogni 100.000 abitanti, con una mortalità stimata tra lo 0,1 e lo 0,2 per cento. In Francia, dove Aubry è stata morsa, la Société de Toxicologie Clinique stima invece circa 300 morsi di vipera all’anno.
Il cambiamento climatico può comunque modificare le condizioni di vita dei rettili, dalla distribuzione degli habitat ai periodi di attività. Studi recenti hanno evidenziato possibili cambiamenti nella distribuzione delle specie di serpenti in Europa legati all’aumento delle temperature. Ma dal cambiamento delle condizioni ambientali a un aumento degli incontri tra vipere e persone il passo non è ancora dimostrato.



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