Bruxelles – Il ritorno della Russia al tavolo del G20 Finanze di Asheville, in Carolina del Nord, acuisce le tensioni – già alte – tra Washington e Unione europea. Il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, invitato dagli Stati Uniti, ha partecipato alla due giorni dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali delle principali economie mondiali. La presenza di Mosca ha subito provocato la reazione europea. Tra i primi a prendere posizione è stato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis: “Non riteniamo affatto che sia il momento di normalizzare la presenza della Russia”, alla luce degli attacchi intensificati contro gli obiettivi civili in Ucraina.
A confermare la posizione della Commissione UE è stata la portavoce dell’esecutivo, Paula Pinho, durante il briefing con la stampa. Dombrovskis, rappresentante dell’Unione europea al G20 Finanze, “non ha avuto alcun contatto con il ministro russo, né intende averne”, ha precisato Pinho.
Trump difende l’invito, Bessent vede Siluanov
A giustificare la scelta di Washington è stato direttamente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Ci piace andare d’accordo con tutti. Uno dei motivi del mio successo è che vado d’accordo con tutti”, ha dichiarato, difendendo l’apertura nei confronti di Mosca.
Nel frattempo, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha incontrato Siluanov in un bilaterale a margine della prima giornata dei lavori. L’invito al ministro russo sarebbe stato rivolto dagli Stati Uniti senza un previo coinvolgimento delle controparti europee, alimentando ulteriormente le tensioni tra Washington e Bruxelles.
La posizione europea è stata condivisa anche dal ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, che ha definito “preoccupante” il segnale rappresentato dall’accoglienza riservata al rappresentante russo. Mentre la guerra in Ucraina prosegue, ha sottolineato, non è possibile comportarsi come se i rapporti con Mosca fossero tornati alla normalità.
La Russia fuori dalla foto di famiglia
Il braccio di ferro è arrivato fino alla tradizionale “foto di famiglia” del G20. Diversi esponenti europei avevano minacciato di non partecipare allo scatto se Siluanov fosse comparso insieme agli altri ministri. Alla fine, il rappresentante russo non è apparso nella fotografia.
Ed ecco che una fotografia diventa un segnale politico: l’Europa mantiene la distanza da Mosca, ribadendo che il sostegno all’Ucraina resta una delle principali linee rosse nei rapporti con la Russia. Una posizione che richiama il principio dell’“as long as it takes” più volte ribadito dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Crescita, debito e deregolamentazione al centro del G20
Sotto la presidenza statunitense, i lavori di Asheville sono incentrati sulla crescita dell’economia mondiale, gli squilibri commerciali, il debito sovrano, la regolamentazione bancaria e la sicurezza energetica. Bessent punta in particolare a riportare al centro dell’agenda la crescita economica e la riduzione degli ostacoli regolamentari. Secondo il segretario al Tesoro americano, una maggiore crescita rappresenta la strada per affrontare l’enorme accumulo di debito pubblico. Washington sostiene inoltre una linea di maggiore deregolamentazione del settore finanziario.
Gli Stati Uniti cercano anche sostegno internazionale alla propria campagna di pressione economica contro l’Iran. Bessent ha annunciato possibili nuove sanzioni e punta a convincere gli alleati a rafforzare l’isolamento finanziario di Teheran, mentre l’escalation militare in Medio Oriente continua a pesare sui prezzi dell’energia e sulla stabilità dei mercati. Sul dossier iraniano Washington e Bruxelles si trovano, almeno in parte, sulla stessa linea. L’UE ha dichiarato di sostenere ulteriori pressioni economiche sull’Iran e di voler collaborare con gli Stati Uniti e gli altri partner del G7 per favorire la de-escalation e la stabilità regionale.
Cina e squilibri commerciali
È però soprattutto la questione russa a mostrare quanto sia difficile per le due sponde dell’Atlantico mantenere una posizione comune sull’intera agenda del G20. Per gli europei, la guerra in Ucraina resta una linea di demarcazione politica; per l’amministrazione Trump, il forum deve tornare soprattutto a essere uno strumento di negoziazione su crescita, commercio, energia e sicurezza economica.
Sul tavolo di Asheville c’è anche la Cina. Bessent ha chiesto ai partner del G20 di affrontare quello che Washington considera uno squilibrio commerciale insostenibile, puntando il dito contro l’enorme surplus commerciale cinese, stimato dagli Stati Uniti intorno ai 1.200 miliardi di dollari.
Ed è proprio sugli squilibri globali che Dombrovskis ha espresso le sue perplessità. “Personalmente, ho avuto e continuo ad avere delle perplessità sul discutere temi come gli squilibri globali con un rappresentante di un Paese aggressore che compie quotidianamente brutali attacchi contro i civili. È una questione di rispetto per le vittime”, ha dichiarato il commissario europeo.


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