Bruxelles – L’Unione europea ha ricerca, talento e creatività “in abbondanza”, ma “troppo spesso” le innovazioni sviluppate nel continente finiscono per trasformarsi in successo economico altrove. È uno dei problemi che la Commissione europea vuole affrontare con il nuovo European Innovation Act, presentato oggi (9 settembre) dalla commissaria per Startup, Ricerca e Innovazione, Ekaterina Zaharieva. L’obiettivo è rendere più semplice per le aziende innovative europee crescere oltre i confini nazionali, trovare finanziamenti e competere sui mercati globali.
Il problema, secondo la Commissione, è legato soprattutto alla frammentazione delle regole tra gli Stati membri e alla difficoltà per startup e scaleup di attrarre capitali. L’European Innovation Act, una delle iniziative della strategia UE per startup e scaleup, punta quindi a rafforzare l’ecosistema europeo dell’innovazione e a fare in modo che le idee nate in Europa possano essere sviluppate e commercializzate nel continente.
Finanziare l’innovazione europea
Il primo fronte è quello dei finanziamenti. “Molte startup e scaleup possiedono brevetti e altra proprietà intellettuale, ma questi asset sono spesso difficili da valutare e quindi da utilizzare per ottenere investimenti” spiega Zaharieva. La Commissione propone dunque un quadro comune europeo per la valutazione della proprietà intellettuale e un marketplace digitale che colleghi acquirenti e venditori, accompagnati da un supporto specialistico per portare le idee sul mercato.
Secondo la Commissione europea, queste misure “potrebbero generare circa 35 milioni di euro di risparmi sui costi amministrativi e sbloccare 10,2 miliardi di euro l’anno di finanziamenti aggiuntivi”, attraverso capitale di rischio e debito garantiti dalla proprietà intellettuale.
Appalti più semplici per le startup
Il secondo fronte riguarda gli appalti pubblici per ricerca e sviluppo. La proposta introduce una procedura comune per gli Stati membri, con l’obiettivo di aumentare la certezza giuridica e accelerare l’arrivo sul mercato di nuove tecnologie, comprese quelle applicabili a sfide condivise come salute, istruzione e mobilità pulita. La Commissione punta inoltre a rendere più semplici gli appalti congiunti tra acquirenti pubblici di diversi Paesi. Le misure dovrebbero generare un miliardo di euro l’anno di risparmi per gli acquirenti pubblici e 25,92 miliardi di euro di utili aggiuntivi annuali per le aziende, secondo la Commissione.
Dunque, l’obiettivo è facilitare l’accesso delle startup alle gare pubbliche e accelerare l’ingresso sul mercato delle loro tecnologie. Molte giovani imprese, spiega Zaharieva, possono avere “la migliore tecnologia o la soluzione più efficace a un problema”, pur non avendo ancora le dimensioni o i precedenti contratti delle aziende consolidate. “Le startup ci chiedono non solo finanziamenti, ma anche aiuto per trovare i primi clienti”, aggiunge.
Una proposta che va di pari passo con la revisione delle norme europee sugli appalti pubblici, presentata in concomitanza dal vicepresidente esecutivo della Commissione Stéphane Séjourné, con l’obiettivo di semplificare le procedure.
“Con l’European Innovation Act affrontiamo direttamente la frammentazione: un unico quadro per la valutazione della proprietà intellettuale, un unico mercato digitale che colleghi acquirenti e venditori e un percorso più semplice per gli appalti pubblici di ricerca e sviluppo all’avanguardia”, afferma Zaharieva. “Entro il 2028 creeremo un vero mercato unico in cui le idee possano crescere più velocemente, i finanziamenti circolare più liberamente e l’autonomia strategica dell’Europa diventare più forte”.
Un quadro comune per sperimentare
Parallelamente, la Commissione propone un quadro comune europeo per le regulatory sandboxes, cioè ambienti controllati in cui aziende, ricercatori e autorità pubbliche possono testare per un periodo limitato nuovi prodotti, servizi o tecnologie sotto la supervisione dei regolatori. Strumenti simili esistono già in alcuni settori, ma la loro applicazione frammentata tra gli Stati membri crea incertezza. L’obiettivo è quindi offrire agli innovatori più spazio per sperimentare, garantendo al contempo la tutela dell’interesse pubblico.







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