Bruxelles – La settimana prossima gli occhi, o meglio le orecchie, di tutta Europa saranno puntati alla plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo quando, mercoledì 16 settembre, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pronuncerà il discorso sullo stato dell’Unione –il cosiddettoSOTEU (dall’inglese State of the Union). Un appuntamento annuale chiave in cui l’inquilina di Palazzo Berlaymont illustra le priorità politiche e legislative dell’anno a venire. Una tappa che ieri (9 settembre), von der Leyen ha affrontato insieme ai capi dei gruppi politici al Parlamento europeo, nella Conferenza dei presidenti dei gruppi dell’Eurocamera, presentandogli le sue proposte e ascoltando i loro interventi.
Il tema della “competitività” è caro alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, secondo cui la questione dovrà essere rilevante nel SOTEU 2026. Ciò perché non si può chiedere “alle nostre imprese di competere con merci fortemente sovvenzionate né permettere che prodotti a basso costo, realizzati in condizioni inique, inondino il nostro mercato”, ha spiegato Metsola.
A farle eco, Manfred Weber, il presidente del Partito popolare europeo – la stessa famiglia politica di Metsola e von der Leyen – per cui “economia, imprese e occupazione” devono essere al centro “delle ambizioni“. Ma non solo. Secondo Weber, bisogna anche riconoscere che oggi “la migrazione rimane una questione prioritaria per i cittadini”. Per il tedesco ciò si traduce nel “riprendere il controllo dei confini” e nell’ “arrestare l’immigrazione illegale”. In merito all’intelligenza artificiale, poi, il leader tedesco ha esortato a “trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tutela delle persone in questo nuovo contesto” e ha ribadito l’importanza del sostegno dell’Unione europea all’Ucraina.
Quello della migrazione resta un tema chiave per l’area sovranista. “Siamo rimasti tutti scioccati a luglio, quando oltre 70.000 immigrati si sono spostati dal Marocco a Ceuta”, ha ricordato il presidente del partito dell’Europa delle Nazioni Sovrane, Stanisław Tyszka. Perciò il suo partito chiederà a von der Leyen “se intende modificare la politica che sta portando alla chiusura dello spazio Schengen”. Altra questione calrda per Tyszka sarà quella dei prezzi dell’energia perché se “non fermiamo questo suicidio per la politica economica europea, resteremo molto indietro rispetto alle politiche economiche di altri Paesi”, ha aggiunto.
Similmente, il co-presidente del gruppo dei Conservatori e dei riformisti (Ecr), Nicola Procaccini, chiede “una cosa sola: riportare il buon senso al centro delle politiche europee”. Ciò consisterebbe in “una vera deregolamentazione, quindi meno burocrazia, una transizione verde che non sia eccessivamente ideologica, ma basata su ciò che accade nel mondo”, nonché una “maggiore tutela contro l’immigrazione illegale”.
Tra le file della destra sembrano distaccarsi i Patrioti per l’Europa. “Le nostre priorità in merito al discorso sullo stato dell’Unione divergono in modo significativo”, ha ammesso l’eurodeputata, Marieke Ehlers. Se da un lato si aspetta che von der Leyen “chieda più UE, più fondi e maggiore centralizzazione”, dall’altro ritiene “che il messaggio che riceviamo dai nostri elettori vada nella direzione opposta: meno intervento”.
Anche tra le file di Renew l’immigrazione resta centrale. La presidente del partito, Valérie Hayer, ha chiesto “di trasformare il Patto sulla migrazione in azioni concrete”, attraverso “l’istituzione di uffici UE per canali di ingresso legali, creando percorsi sicuri e regolari – in particolare per motivi di lavoro – e tutelando al contempo Schengen dagli attacchi populisti”. Il gruppo liberale si aspetta anche “ambizione sul fronte climatico, compresi gli interventi di adattamento delle infrastrutture”, in quanto “gli incendi di quest’estate dimostrano che tale questione non è un lusso”.
Una maggior attenzione alla questione ambientale e degli incendi è stata sollevata dai Verdi. La loro copresidente, Terry Reintke, si aspetta che l’esecutivo espliciti la sua posizione sia sulla “eliminazione graduale di tutti i combustibili fossili in Europa”, sia sulla formulazione di “nuove condizioni per adattarci alle nuove condizioni in cui viviamo”.
Il copresidente della Sinistra al Parlamento europeo, Martin Schirdewan, si augura che l’inquilina di Palazzo Berlaymont affronti “la crisi del costo della vita” e “presenti finalmente misure legislative che diano agli europei la possibilità di pagare l’affitto e di accedere ad alloggi, energia e generi alimentari a prezzi accessibili”. Con i membri del suo partito spera che la tedesca abbia “il coraggio di perseguire la giustizia sociale, tassando i ricchi”, attraverso “una tassazione digitale per le grandi aziende tecnologiche e una tassazione digitale europea“. Serve anche “un’imposta sugli extraprofitti per le grandi catene della distribuzione alimentare e per l’industria degli armamenti”.
Analogamente, la presidente del gruppo (S&D), Iratxe García Pérez, spera che l’impegno dell’esecutivo sia “nell’ottica di migliorare le condizioni di vita dei cittadini”. Tra i temi cari ai socialisti figurano salari, pensioni, istruzione, sanità, per cui “dobbiamo spiegare come garantire alloggi a prezzi accessibili, posti di lavoro di qualità e un futuro per i nostri giovani”, ha chiarito la spagnola.









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