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    Home » Politica Estera » Torri Gemelle 25 anni dopo, von der Leyen: “Lezione ancora valida, nel pericolo le alleanze contano”

    Torri Gemelle 25 anni dopo, von der Leyen: “Lezione ancora valida, nel pericolo le alleanze contano”

    Per il presidente del Consiglio europeo, Costa, gli attentati terroristici presero di mira non solo gli Stati Uniti ma anche "i valori di libertà, democrazia e tolleranza"

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    11 Settembre 2026
    in Politica Estera
    I fasci luminosi lì dove sorgevano le Torri Gemelle. Photo de Olga Subachsur Unsplash

    I fasci luminosi lì dove sorgevano le Torri Gemelle. Photo de Olga Subachsur Unsplash

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    Bruxelles – Le democrazie hanno resistito e le società occidentali sono rimaste libere: chi voleva instaurare paura ha fallito, ma la lezione che resta è l’appello all’unità e alle alleanze. A un quarto di secolo dagli attentati terroristici dell’11 settembre – quando 19 appartenenti al gruppo terroristico islamista di Al-Quaeda dirottarono quattro aerei (della United Airlines e della American Airlines) facendone schiantare due contro le Torri Gemelle di New York provocando 2.977 vittime -, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e altri leader europei si ritrovano a ricordare le vittime, quella giornata e i messaggi politici. Nessuno, però, tenta neanche un esame della risposta che fu data a quegli atti – la guerra in Afghanistan – e del suo esito.

    “Venticinque anni fa, il mondo si è fermato. Incollati agli schermi, abbiamo assistito con orrore e incredulità al crollo delle Torri Gemelle”, ha ricordato von der Leyen descrivendo un momento in cui molti europei potranno ritrovarsi. “Oggi ricordiamo. Le quasi 3.000 persone che quella mattina uscirono di casa e non fecero più ritorno. I vigili del fuoco, gli agenti di polizia e i soccorritori che si addentrarono nel fumo e nella polvere, salvando innumerevoli vite. Le famiglie che hanno portato il peso della perdita per un quarto di secolo. L’11 settembre è stato l’evento di maggior impatto a cavallo tra i due secoli” e “ha riaffermato l’importanza delle alleanze e della sicurezza collettiva” perché “l’Europa seppe subito da che parte stare: al fianco dell’America”.

    A seguito degli attentati, “per la prima e unica volta nella sua storia, la NATO invocò l’Articolo 5” secondo cui “un attacco contro uno era un attacco contro tutti”, ha evidenziato von der Leyen. Perciò, “ci siamo uniti a difesa dei principi che ci accomunano sulle due sponde dell’Atlantico: libertà e democrazia“. Il risultato fu la guerra in Afghanistan, che durò poi venti anni e, nell’agosto 2021, vide le forze occidentali lasciare in una manciata di ore il Paese velocemente ripreso dai Talebani. Per von der Leyen, “gli autori degli attentati volevano diffondere la paura ben oltre New York, la Virginia e la Pennsylvania”, ma “a distanza di venticinque anni, sappiamo che hanno fallito: le nostre democrazie hanno resistito, le nostre società sono rimaste libere e l’ideologia del terrore non è riuscita a imporre la propria morsa sul nostro mondo”. Ma un insegnamento resta, secondo la presidente della Commissione. “Oggi le minacce che affrontiamo sono cambiate”, ma “viviamo ancora una volta in acque geopolitiche turbolente, segnate dalla rivalità tra grandi potenze, dalla guerra e dallo scontro tra Stati”. In questo contesto, però, “la lezione dell’11 settembre resta valida” ed è quella che “nei momenti di pericolo, le nostre alleanze contano. La nostra unità conta. E contano i valori che scegliamo di difendere“. Ora, ricorda ancora von der Leyen, “dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle, due colonne di luce si innalzano verso il cielo di New York. Sfidano l’oblio. Custodiscono la memoria di chi abbiamo perso. E ci ricordano che la luce trionfa anche nei giorni più bui”.

    L’Alta rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, si è soffermata sul fatto che “Europa e America si schierarono immediatamente fianco a fianco” e che “gli Alleati europei si mobilitarono per difendere l’America” con “centinaia di migliaia di truppe europee” che “servirono spalla a spalla con i loro Alleati statunitensi in Afghanistan” e “molti pagarono il prezzo definitivo”. A un quarto di secolo di distanza, “l’Europa rimane pienamente impegnata a mantenere legami solidi con gli Stati Uniti. Il nostro legame transatlantico ha sempre reso entrambe le sponde dell’Atlantico più sicure e più forti”.

    Per il presidente del Consiglio europeo, António Costa, “25 anni fa, gli Stati Uniti – e i valori di libertà, democrazia e tolleranza che condividiamo al di là dell’Atlantico – furono presi di mira negli attacchi terroristici dell’11 settembre”. A distanza di un quarto di secolo, “oggi, ricordiamo le migliaia di vite perdute e tutte quelle la cui esistenza è stata cambiata per sempre. Onoriamo le vittime, le loro famiglie e il coraggio di coloro che sono accorsi in aiuto degli altri”, ha scritto su X.

    Ricordo e commozione vengono espresse anche dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Venticinque anni dopo, il mondo ricorda ancora dove si trovava quando tutto è cambiato. Il tempo si ferma intorno al ricordo dell’11 settembre 2001. Le vite perdute, le famiglie lasciate indietro e il coraggio straordinario degli eroi che corsero verso il pericolo affinché altri potessero vivere. Oggi, li onoriamo tutti. L’Europa ricorda”, ha scritto.

    La presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha ricordato su X che “25 anni fa il terrorismo non attaccò soltanto il cuore degli Stati Uniti, ma tutto il mondo libero” che però “seppe unirsi e restare saldo nella consapevolezza di ciò che rappresenta”. L’anniversario di oggi “ci ricorda che la democrazia e la sicurezza non sono conquiste scontate”, che “sono pilastri della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di preservare insieme”. La premier ne approfitta per sottolineare che “l’Italia è stata e continuerà a stare al fianco dei suoi alleati nella lotta al terrorismo, nel solco della difesa dei valori che uniscono le nostre Nazioni“. Nella giornata dell’anniversario, “il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo”.

    Riafferma la sua vicinanza agli USA anche la Germania, stemperando le apparenti frizioni dopo i complimenti espressi dal presidente Donald Trump per la vittoria dell’AfD in Sassionia-Anhalt e l’annullamento della telefonata prevista con il cancelliere Friedrich Merz. In due post su X per ricordare gli attentati dell’11 settembre del 2001, Merzi sottolinea che, “all’epoca, in quanto tedeschi, abbiamo sentito quanto condividevamo con i nostri amici americani” e “sapevamo che gli attacchi terroristici erano anche un attacco al nostro stile di vita”. Come allora, “anche oggi, la Germania rimane determinata a stare al fianco degli Stati Uniti nella difesa dei valori che ci definiscono e ci uniscono: libertà, democrazia e rispetto”, ha aggiunto. Mercoledì (9 settembre), alcune ore dopo che il presidente degli Stati Uniti ha celebrato la vittoria dell’Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt, Merz ha annullato una telefonata programmata con Trump. Un portavoce del cancelliere ha dato la notizia senza entrare nei dettagli dei motivi ed accennando solo a “conflitti tra le agende”. Dunque il portavoce non ha dato risposte in merito ai commenti del capo della Casa Bianca, ma ha osservato che il cancelliere si era spesso opposto “in termini generali” a “interferenze o commenti sulla situazione politica interna, in particolare riguardo alle elezioni”. Un elemento, quello del rispetto, rimarcato anche da Merz nel suo post di commemorazione degli attentati dell’11 settembre.

    Ricordo e vicinanza anche da parte del presidente francese, Emmanuel Macron, secondo cui “l’11 settembre 2001 rimane impresso nella memoria del mondo”. In un post su X Macron sottolinea che non verranno dimenticati “le vite perdute, né il coraggio di coloro che hanno rischiato tutto per prestare soccorso”. E “alle vittime, alle loro famiglie e al popolo americano, esprimo l’omaggio e la solidarietà della Francia”, scrive.

    Infine, il premier britannico, Andy Burnham, ha sottolineato su X che tra le quasi 3mila vittime vi erano anche 67 cittadini britannici. “Il tempo passa, ma so che il dolore si avverte ancora oggi con la stessa intensità”, ha scritto. Secondo il premier, “dobbiamo ricordare che l’odio e la paura non hanno avuto l’ultima parola l’11 settembre” perché se “i terroristi volevano indebolire e dividere l’America, così come tutti coloro che credono nei valori condivisi dai nostri Paesi”, “la nostra risposta è stata chiara: chi cerca di distruggere il nostro stile di vita non vincerà mai“. Burnham ha osservato di aver “visto quello stesso spirito di resistenza” quando, durante il suo periodo di Sindaco di Manchester, la città “fu colpita da due orribili attentati terroristici”. “Non dimenticherò mai i messaggi di sostegno e amicizia giunti da ogni parte dell’America, da persone che conoscevano meglio di chiunque altro la sofferenza della nostra città. Alcuni figli delle vittime dell’11 settembre scrissero alle famiglie delle vittime di Manchester dicendo: ‘Noi siamo voi e voi siete noi. Siamo una cosa sola'”, ha ricordato. “Non dimenticheremo mai questi eventi terribili, ma rifiutiamo di farci definire da loro. Il terrore bussa ancora alla porta della democrazia, ma il Regno Unito e gli Stati Uniti restano uniti nel ricordo di chi abbiamo perso e nella difesa dei valori che ci stanno a cuore“, ha commentato.

     

    Tags: 11 settembreAfghanistanBurnhamcostameloniMerzTrumpueVon der Leyen

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