Dall’inviata a Strasburgo – Non bisogna mai dare per scontato i propri diritti. Il motivo? Tutti i traguardi storici e sociali ottenuti tramite lotte, proteste e riforme per tutelare le libertà fondamentali possono essere facilmente contestati e, in alcuni casi, diventare un manifesto politico. Ciò vale soprattutto per i diritti delle donne.
Da lunedì (14 settembre) a giovedì (17 settembre), presso la sede del Parlamento europeo di Strasburgo, l’europarlamentare dei Conservatori e riformisti (ECR), Paolo Inselvini – eletto con Fratelli d’Italia – promuove una mostra informativa contro l’aborto dal titolo “Just EUman – Come nasce un cittadino europeo”. L’esibizione è stata curata da Pro Vita & Famiglia, associazione italiana di stampo cattolico e conservatore che promuove “la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale e la famiglia tradizionale”. In una nota stampa, l’eurodeputato ha precisato che l’installazione è “composta da quattordici pannelli e dalla proiezione del video ‘Baby Oliver’, con l’obiettivo di raccontare lo sviluppo umano dalla fecondazione alla nascita”. La mostra è stata inaugurata oggi (15 settembre) e ad assistere l’evento erano presenti anche l’eurodeputato (ECR) e capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, il co-presidente dei Conservatori e riformisti (ECR), Nicola Procaccini, gli eurodeputati (ECR), Mariateresa Vivaldini, Sergio Berlato, Margarita de la Pisa Carrión, Marion Maréchal – nonché nipote di Marine le Pen – e l’eurodeputata dei Patrioti per l’Europa, Elisabeth Dieringer-Granza.
Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, la presidente de’ La Sinistra al Parlamento europeo, Manon Aubry, avrebbe chiesto di censurare la mostra. In risposta Procaccini ha affermato che ciò dimostra che “ancora una volta, la soppressione delle idee, come la soppressione della vita, resta una priorità nella agenda politica delle sinistre”. Al contrario, “la nostra agenda va nella direzione diametralmente opposta, quella della vita, sempre”, ha aggiunto.
L’eurodeputata (S&D), Alessandra Moretti, si è detta “letteralmente sconvolta” nel vedere che un eurodeputato italiano abbia organizzato “una mostra contro il diritto all’aborto e contro la libertà delle donne di autodeterminarsi e scegliere sul proprio corpo”. Moretti ha ribadito che “l’interruzione volontaria di gravidanza è per ogni donna una scelta drammatica, forse la più dolorosa della vita”. Per questo motivo, “vedere un’esposizione che calpesta i nostri diritti e le nostre libertà all’interno delle istituzioni europee è inaccettabile, così come è grave che sia stata autorizzata“, ha aggiunto. Secondo la veneta l’evento contrasta con ciò che è avvenuto ieri quando, durante l’apertura dei lavori parlamentari della sessione plenaria, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha ricordato ” Emma Bonino e le sue storiche battaglie, compresa quella fondamentale per l’aborto e la salute riproduttiva”. L’eurodeputata ha sottolineato che “il modo migliore per onorare la sua figura non sono gli applausi di circostanza, ma le azioni concrete”, pertanto “questa mostra rappresenta un insulto aperto alla sua memoria e una ferita alle conquiste civili di tutte le donne”, ha concluso.
Il diritto all’aborto non è una competenza diretta dell’Unione europea, poiché le leggi sulla sanità dipendono dai singoli Stati membri. In Italia la donna può richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Dal 1978 questo intervento è regolamentato dalla Legge 194/78, che descrive con chiarezza le procedure da seguire in caso di richiesta di interruzione di gravidanza. Obiettivo primario della legge è la tutela sociale della maternità e la prevenzione dell’aborto attraverso la rete dei consultori familiari, un obiettivo che si intende perseguire nell’ambito delle politiche di tutela della salute delle donne.


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