Bruxelles – Vietare il commercio dell’Unione europea con gli insediamenti illegali di Israele nei Territori palestinesi. Questo “l’appello urgente” che oltre cento deputati dell’Eurocamera (114 al 15 settembre) lanciano alla presidente Ursula von der Leyen – alla vigilia del suo discorso sullo stato dell’Unione – affinché la Commissione europea promuova una “proposta legislativa” per sancire definitivamente lo stop della relazione commerciale. La lettera è promossa dall’europarlamentare irlandese di Renew Europe, Barry Andrews, ed è sostenuta da altri membri di Renew così come da deputati dei Socialisti (S&D), della Sinistra, dei Verdi e anche da qualcuno del Partito popolare europeo (4 popolari irlandesi, uno belga e uno finlandese). Tra gli italiani, a firmare la missiva sono state compattamente le delegazioni di PD, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 stelle.
“Le scriviamo in vista del Suo discorso sullo Stato dell’Unione europea e a seguito della
Dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri sulla soluzione dei due Stati dell’8 settembre.
La esortiamo a presentare finalmente una proposta legislativa per vietare il commercio dell’UE con gli insediamenti illegali israeliani nei territori occupati“, scrivono i deputati evidenziando che “l’Unione europea ha a lungo rivendicato un ruolo di leadership nella regione, come uno dei principali sostenitori della soluzione dei due Stati”, ma che “sono il Regno Unito e il Canada, due dei nostri partner chiave, ad essersi impegnati ad agire a sostegno di questo obiettivo vietando il commercio con gli insediamenti”. Nell’UE, intanto, “la Francia si è ora impegnata a fare lo stesso” e “altri Stati membri hanno già adottato o stanno per adottare divieti commerciali nazionali”. Diventa “necessaria”, quindi, “un’azione congiunta e coerente dell’UE”.
Inoltre, in una
dichiarazione congiunta il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico, Andy Burnham, e il primo ministro Mark Carney, hanno scandito che “una soluzione a due Stati per il conflitto israelo-palestinese è fondamentale per la pace, la stabilità e la sicurezza in Medio Oriente e oltre” e che “è un interesse nazionale fondamentale per Canada, Francia e Regno Unito proteggere e garantire questo risultato”. Per i deputati europei è chiaro: “
L’UE ora deve stare al fianco dei suoi principali alleati impegnati nel rispetto dello stato di diritto internazionale“, anche perché “l’urgenza di agire è aumentata da quando il governo israeliano ha pubblicato un bando di gara per l’insediamento E1 il 18 agosto, violando una linea rossa di lunga data dell’UE”.
In tutto questo, poi, viene ricordato che per Palazzo Berlaymont si tratta di un obbligo, e non di una possibiltià. La Commissione è “custode dei trattati UE” – cosa che “richiede il rispetto del diritto internazionale nell’azione esterna dell’UE (articoli 3(5), 21 TUE)” – e per questo motivo “deve proporre un regolamento appropriato senza ulteriori indugi” perché “misure parziali, come l’aumento delle tariffe o il rafforzamento dell’attuale politica di differenziazione, non soddisfano gli obblighi stabiliti dalla Corte internazionale di Giustizia e prolungherebbero l’inadempimento dell’UE al diritto internazionale”.
E, infine, sono anche i cittadini europei che lo chiedono, non solo come hanno dimostrato nelle tante manifestazioni di piazza in questi anni, ma anche con il sostegno – rapido e ampio – alla
Iniziativa dei cittadini europei che chiede alla Commissione azioni per porre fine all’accordo di associazione UE-Israele. “
I nostri cittadini chiedono azioni concrete. Mentre la nostra credibilità sulla scena internazionale è già stata danneggiata dall’inazione, una proposta legislativa rappresenterà un passo positivo nella giusta direzione. Esortiamo pertanto la Commissione a proporre il regolamento necessario e saremmo lieti di avere l’opportunità di discutere ulteriormente la questione”, conclude la missiva. La parola alla presidente von der Leyen.