Bruxelles – Mangiare è sempre più un lusso, e per i cittadini dell’Unione europea sempre più un motivo di rinunce e diete forzate. Questo è ciò che indicano i dati Eurostat diffusi oggi (7 ottobre), da cui emerge che alla fine del 2025 l’8,5 per cento delle persone non poteva permettersi un pasto a base di carne, pollo, pesce (o un equivalente vegetariano) a giorni alterni. Tradotto in persone fisiche questo 8,5 per cento diventa oltre 38,3 milioni: tanti gli uomini e donne di tutte le età a dover fare i conti con il caro-vita. Il dato, se confrontato a quello del 2024, registra anche un aumento (+100 mila unità), a riprova di una povertà crescente e diffusa che non si riesce ad arginare.
In questa tendenza generale l’Italia si distingue per una controtendenza. Certo i numeri tricolore non sono tali da festeggiare: il tasso di chi non riesce a permettersi un pasto come si deve è al 9,3 per cento, oltre la media europea. Però è in calo rispetto al 2024 (9,9 per cento), ma si traduce in quasi cinque milioni e mezzo di persone ancora alle prese con il problema della carrello della spesa. Non certo un bigliettino da visita degno un Paese membro del G7.
L’analisi dell’istituto di statistica europeo “mette in luce le disparità sociali ed economiche tra i vari paesi e le difficoltà incontrate da specifici gruppi nell’accesso ai beni di prima necessità“, spiega Jarko Pasanen, il facente funzioni di direttore dell’ufficio Statistiche sociali di Eurostat, che ha prodotto lo studio sulle condizioni di vita degli europei. Una necessità, visto che “negli ultimi anni il monitoraggio delle condizioni di vita dei gruppi più vulnerabili della società è diventato sempre più importante”, soprattutto per “monitorare le disuguaglianze e le condizioni socio-economiche in rapida evoluzione, in particolare durante la crisi del mercato dell’energia e il recente periodo di aumento dei prezzi al consumo”.
A proposito di aumento dei prezzi al consumo, motivo di rinunce alimentari, va ricordato il monito della Banca centrale europea sull’inflazione alimentare, l’ondata di nuovi aumenti per cibo e bevande quale effetto della guerra in Iran e del caro-energia che ne è seguito. L’aumento dei costo dei generi alimentari ancora non si è materializzatosi ed è atteso nei prossimi mesi, anche oltre le attese. I dati di Eurostat potrebbero dunque peggiorare ulteriormente.
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