Bruxelles – Cresce la fiducia dei consumatori europei nell’Ecolabel UE, il marchio di qualità ecologica ufficiale dell’Unione, così come la propensione ad acquistare prodotti certificati come più sostenibili. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio Eurobarometro pubblicato in occasione della Giornata mondiale dell’Ecolabel, che fotografa un aumento sia della conoscenza del marchio sia del suo utilizzo nelle abitudini di acquisto.
L’indagine è stata condotta tra il 31 agosto e il 6 settembre 2026 nei 27 Stati membri dell’UE, con interviste a 25.566 persone appartenenti a diversi gruppi sociali e demografici. Dalle risposte emerge che l’81 per cento dei consumatori europei ritiene che i prodotti con marchio Ecolabel UE abbiano un impatto ambientale inferiore rispetto a prodotti simili presenti sul mercato, numero in aumento rispetto al 75 per cento registrato nel 2023. Quasi un europeo su due (46 per cento) riconosce oggi il logo del “fiore”, otto punti percentuali in più rispetto a tre anni fa.
La maggiore familiarità con il marchio sembra riflettersi anche nelle scelte di acquisto. Il 66 per cento degli europei dichiara di acquistare spesso o talvolta prodotti con un marchio di qualità ecologica, mentre il 46 per cento afferma di fare lo stesso nello specifico con prodotti Ecolabel UE, anche in questo caso con un aumento di otto punti rispetto al 2023.
A crescere è anche l’offerta. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla Commissione europea, a settembre 2026 erano disponibili 121.083 prodotti Ecolabel UE, coperti da 3.665 licenze. Da marzo sono stati aggiunti oltre 4 mila prodotti certificati e più di mille strutture ricettive turistiche hanno ottenuto il marchio. Le piccole e medie imprese rappresentano il 62 per cento dei titolari di licenza.
I consumatori, tuttavia, chiedono una scelta ancora più ampia. Il 50 per cento vorrebbe trovare sul mercato più detersivi con marchio Ecolabel UE, il 36 per cento più prodotti tessili e il 35 per cento più cosmetici. Il 72 per cento degli intervistati, inoltre, vorrebbe estendere l’etichetta ad altre categorie di prodotti.
Una domanda che rappresenta anche un’opportunità per imprese e rivenditori, chiamati a intercettare una crescente attenzione alla sostenibilità. L’Ecolabel può inoltre trovare spazio negli appalti pubblici: la proposta di legge UE sugli appalti recentemente presentata dalla Commissione incoraggia l’utilizzo di etichette ambientali, in particolare dell’Ecolabel UE, per individuare più facilmente prodotti che rispettano requisiti ambientali credibili.
Sul fronte dell’informazione ai consumatori, arriva intanto anche un’indicazione dal Comitato economico e sociale europeo (CESE). In un parere adottato nella plenaria di settembre sull’aggiornamento delle norme sull’etichettatura energetica, il Comitato chiede che le informazioni sui prodotti non si fermino al momento dell’acquisto, ma accompagnino il bene lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla riparazione alla manutenzione fino alla rivendita.
Il Comitato chiede inoltre che le etichette energetiche siano immediatamente visibili nei risultati di ricerca e negli strumenti di confronto online, attraverso QR code e altri strumenti digitali, senza però creare nuove barriere per le persone vulnerabili o con disabilità. L’obiettivo è rendere l’informazione ambientale più trasparente e accessibile, trasformandola in uno strumento utile non solo per scegliere cosa acquistare, ma anche per utilizzare, riparare e rivendere i prodotti.

![Julie Dabrusin, Wopke Hoekstra e Huang Runqiu [Foto: EC - Audiovisual Service]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/P-070065_00-01_01-ORIGINAL-656713-scaled-e1782144227922-350x250.jpg)








