- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 27 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » L’inverno inglese che fa tremare la sterlina

    L’inverno inglese che fa tremare la sterlina

    [di Maurizio Sgroi] Optare per una hard Brexit significa che il Regno Unito dovrà cambiare completamente la struttura della propria economia, puntando su un ambizioso piano di re-industrializzazione.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    20 Gennaio 2017
    in Non categorizzato

    di Maurizio Sgroi 

    Inverno gelido, quello del 2017, con la neve a bassa quota che, per analogia, corrisponde a certi estremi nei mercati valutari, come quelli registrati dalla sterlina negli ultimi giorni, quando la valuta britannica è passata dal minimo sul dollaro sotto 1,20 a uno dei massimi rialzi degli ultimi decenni sfiorando 1,24 l’indomani. Come se a una gelata seguisse la primavera nello spazio di ventiquattro ore.

    Questa schizofrenia, che molti attribuiscono alle vicende della Brexit, sono la spia di un malessere profondo dell’economia britannica, che somiglia a quello che affligge il nostro clima, dove un eccesso di emissioni gassose calde, spiegano gli esperti, ha finito col corrompere la trama delle correnti sottomarine e creato nubi tossiche che impestano l’aria impedendone il ricircolo. E perciò correnti d’aria fredda e calda si scontrano, provocando cicloni, tempeste e nubifragi. Credere che la sterlina oscilli per entità così ampie solo perché la gentile signora May(be), come la chiama l’Economist, dice una cosa e poi un’altra, è come prestar fede al fatto che una singola fabbrica sia responsabile dell’inquinamento globale. Né più né meno. La situazione britannica è complicata non solo per com’è, ma per come andrà ad essere, a cominciare dal fatto che nessuno sa come andrà a chiudersi la partita con l’UE.

    Alcune evidenze aiuteranno a mettere a fuoco. La prima ce la propone l’ufficio di statistica del Regno Unito, che ha rilasciato pochi giorni fa gli ultimi dati sulla bilancia commerciale. Il saldo negativo si è ampliato fino ad arrivare a un deficit di 4,2 miliardi, in peggioramento di 2,6 miliardi da ottobre, principalmente a causa dell’aumento dell’import pari a 3,3 miliardi, parzialmente compensato dall’aumento dell’export di 0,7 miliardi. La qual cosa lascia dedurre che la svalutazione della sterlina, notevole dal giugno ad oggi, non ha rilanciato l’export quanto sarebbe stato necessario per bilanciare i costi dell’import. Se allunghiamo l’osservazione al trimestre agosto-ottobre, vediamo che la situazione appare più equilibrata, con l’export cresciuto più dell’import. Dal che si può dedurre che la situazione dell’economia britannica è assai più complessa di quanto si possa pensare guardando ai dati del commercio, pure se rimane la sensazione che è difficile l’economia si bilanci solo agendo sul versante valutario.

    Qualche spunto di riflessione in più lo trovo nell’outlook sul primo trimestre 2017 rilasciato da Saxo Bank. «Optare per una hard Brexit – scrive Christopher Dembik, capo delle macro analysis della banca – significa che il Regno Unito dovrà cambiare completamente la struttura della propria economia entro il 2019 che è un lasso di tempo molto breve. L’economia britannica si avvia alla sua più grande sfida dalla seconda guerra mondiale».

    In sostanza, sottolinea il nostro analista, per riuscire la May, come una sorta di anti-Thatcher, dovrà invertire il paradigma imperante dagli anni ’80 nei paesi avanzati, ossia che il governo sia il problema. All’inizio del XXI secolo, al contrario, il governo diventa la soluzione. Un po’ come era negli anni ’20-30 del secolo scorso. Quindi un’economia assai più manovrata di quanto sia adesso, dovendo fare i conti, quest’anno, con un prevedibile aumento dell’inflazione, importata dal commercio estero, un mercato del lavoro incerto, e la questione saliente della competitività, che la svalutazione della sterlina non sembra incoraggiare più di tanto a causa della rigidità dei prezzi all’export.

    Uno studio dell’ Office for Budget Responsibility, citato nell’analisi, stima che un calo dei prezzi relativi dell’1% conduce a un aumento appena dello 0,41% dell’export (al netto dei prodotti petroliferi) dopo tre mesi. Qual è la soluzione? “Il Regno Unito avrà bisogno di un ambizioso piani di re-industrializzazione se non riuscirà a raggiungere un accordo favorevole di partnership con l’Ue”. Dagli anni ’30 agli anni ’70. Il passo è brevissimo.

    Pubblicato sul blog dell’autore il 18 gennaio 2017.  

    Ti potrebbe piacere anche

    Soldi, banconote euro [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Bilancio pluriennale, i frugali contro tutti: “Tagli a ogni voce, niente eurobond e chi deve faccia le riforme”

    27 Agosto 2026
    L'amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, durante una visita a Bruxelles nel 2020. Crediti: Commissione europea
    Net & Tech

    Minori online, UE: “Dopo accordo tra Meta e Stati Uniti, continua dialogo e lavoro con l’azienda”

    27 Agosto 2026
    Inflazione e costo del carrello della spesa [foto: imagoeconomica]
    Economia

    Hormuz e siccità, sulle decisioni della BCE circa i tassi di interesse pesa l’inflazione alimentare

    27 Agosto 2026
    competitività europea - Parigi
    Economia

    Produrre, investire e proteggere: la ricetta perfetta per la competitività europea, parola di Von der Leyen

    27 Agosto 2026
    piattaforme streaming online - i dati di Eurostat
    Le Brevi

    Streaming, nel 2025 nell’UE abbonamenti quasi al 33 per cento. Irlanda e Danimarca guidano la corsa

    27 Agosto 2026
    Orchestra giovanile dell'UE. Crediti: Sofija Palurovic via il sito ufficiale dell'Orchestra giovanile dell'UE
    Le Brevi

    Dal primo settembre aperte le iscrizioni per l’Orchestra giovanile dell’UE 2027

    27 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Soldi, banconote euro [foto: imagoeconomica]

    Bilancio pluriennale, i frugali contro tutti: “Tagli a ogni voce, niente eurobond e chi deve faccia le riforme”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Agosto 2026

    Germania, Austria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia sul dossier MFF 2028-2034 producono una nota congiunta che è all'insegna dello...

    L'amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, durante una visita a Bruxelles nel 2020. Crediti: Commissione europea

    Minori online, UE: “Dopo accordo tra Meta e Stati Uniti, continua dialogo e lavoro con l’azienda”

    di Iolanda Cuomo
    27 Agosto 2026

    In merito all'accordo firmato oltreoceano volto a limitare l'accesso dei bambini online, un portavoce della Commissione europea ha ribadito l'impegno...

    Inflazione e costo del carrello della spesa [foto: imagoeconomica]

    Hormuz e siccità, sulle decisioni della BCE circa i tassi di interesse pesa l’inflazione alimentare

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Agosto 2026

    Non solo Trump e la sua guerra in Iran, il resoconto di seduta di luglio evidenzia come il meteo sia...

    competitività europea - Parigi

    Produrre, investire e proteggere: la ricetta perfetta per la competitività europea, parola di Von der Leyen

    di Annachiara Magenta annacmag
    27 Agosto 2026

    Alla conferenza annuale La Rencontre des Entrepreneurs de France, la presidente dell'esecutivo europeo riparte dalle indicazioni di Mario Draghi nel...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione