Bruxelles – Ancora migliaia di persone nelle principali piazze delle città della Romania e soprattutto a Bucarest, davanti ai palazzi del potere, per chiedere le dimissioni dell’esecutivo guidato dal socialista Sorin Grindeanu. Una protesta che continua ininterrottamente da 12 giorni, ovvero da quando il governo ha varato un decreto d’urgenza, poi abrogato, soprannominato dai media “salva corrotti”. La legge, con la giustificazione del sovraffollamento delle carceri, prevedeva un’amnistia per diversi reati di corruzione, di cui molti esponenti del governo e del partito di maggioranza sono stati accusati o condannati.
Circa 50 mila persone, riunite ieri sera davanti alla sede del governo e non curanti della temperatura scesa e 7 gradi sotto lo zero, hanno dato vita a una spettacolare protesta innalzando al cielo gli schermi colorati dei loro telefonini, ricreando una grande bandiera romena. La piazza non sembra intenzionata a mollare e l’obiettivo resta ancora quello delle dimissioni dell’esecutivo considerato “il più corrotto di sempre”.

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