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    Home » Editoriali » Siria: i morti, le colpe e la bestia

    Siria: i morti, le colpe e la bestia

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    10 Settembre 2013
    in Editoriali
    La struttura chimica del gas Sarin
    La struttura chimica del gas Sarin

    Oramai si è sbagliato e si sbaglierà comunque. Sbaglia il papa ma anche Obama, Assad (è ovvio) ed anche i ribelli, la Turchia e i deputati britannici. E’ la guerra che è ancora una bestia che non sappiamo governare.

     In Siria, si dice, si doveva intervenire prima (un po’ come in Grecia, per il debito pubblico). Non lo si è fatto, non so perché, non so se era possibile, ma certo è una colpa aver lasciato scatenare quella barbarie. Ora si discute se sia il caso intervenire per punire Assad, per fargli capire che ha superato la “linea rossa”. A parte che a mio giudizio la linea è stata superata quando è stata sparata la prima fucilata contro un manifestante e che il sanguinario dittatore siriano lo sa benissimo che linea ha superato, di quanto e da quanto tempo, il dibattito al quale assistiamo è piuttosto ridicolo. Si sta mediando, in sostanza, sugli obiettivi da colpire, come e quando (e quanto), mantenendo dunque Assad come un interlocutore affidabile. Come con l’ultimo “patto”, garantito da Mosca.

     La verità vera è che il massacro potrebbe essere (stato) fermato in qualsiasi momento. Se ad esempio la Gran Bretagna, come denunciano i giornali isolani, non avesse venduto il gas Sarin (che serve a gasare la gente, anche se non si sa chi poi l’abbia usato) ad Assad, se altri paesi non armassero i ribelli, se quelli che non armano i ribelli non armassero Assad, se chi arma tutti e due smettesse di farlo. Se tutti i governi che sperano in un tornaconto nel prendere (militarmente) una parte o l’altra smettessero di farlo. Un blocco commerciale totale forse è possibile. Un blocco delle intervista di Assad a tutte le tv occidentali forse si potrebbe fare. Spiegare che i ribelli, oramai, non sono più i ragazzi che contestano la dittatura, ma che sono altri “cattivi”, come e forse peggio di Assad, forse si potrebbe dire.

     Anche io sono contro l’intervento militare. Ma non mi sento né politicamente avveduto ne moralmente buono. Sono contro perché ho capito che sarebbe una presa in giro, sarebbe un modo per far guadagnare chi produce armi e chi cerca accordi con Assad. Ma nel contempo mi vergogno, perché dire no a un intervento vuol dire lasciar morire ancora migliaia di bambini, di donne e di uomini innocenti. Morti delle quali noi tutti, interventisti e non, portiamo la responsabilità.

    P.S.: Sembra che ci sia un accordo per un controllo sulle armi chimiche. L’Europa è naturalmente stata tagliata fuori,grazie anche alle modeste figure di David Cameron. Comunque Catherine Ashton giustamente festeggia, ammettendo che la guida delle operazioni tocca a Ua e Russia. A nostro giudizio si festeggia troppo: se sfuma l’attacco statunitense resta comunque la guerra civile, che nessuna delle due parti è intenzionata a terminare.

    Tags: AssadcolpeinterventomoscaribelliSarinsiria

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