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    Home » Economia » Rehn: Ok Spending review, ma indispensabile sostenere ricerca

    Rehn: Ok Spending review, ma indispensabile sostenere ricerca

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    18 Luglio 2012
    in Economia

    Va bene il lavoro fatto, e questo lo sapevamo, ma l’invito della Commissione europea al Governo Monti è di continuare a rivedere la spesa (cioè trovare nuovi settori dove è possibile tagliare) ricordando che quello della ricerca è un campo che “imperativo” sostenere, anche per creare nuovi posti di lavoro e rilanciare la crescita.

    Lo spiega a Eunews.it Simon O’Connor, portavoce del vicepresidente della Commissione, responsabile della politica economica, Olli Rehn, dopo che gli uffici hanno condotto un attento esame della spending review. “Accogliamo con favore l’impegno del governo italiano per bilanciare il risanamento di bilancio sul fronte della spesa, nel rispetto dello sforzo di riadeguamento complessivo previsto. Questo è fondamentale – sottolinea O’Connor – per garantire che il disavanzo eccessivo sia corretto quest’anno e che il rapporto debito-PIL è messo su un sentiero discendente entro il 2013, come raccomandato dal Consiglio nel contesto del semestre europeo”.

    Il lavoro da fare richiede però molto tempo, e nuovi sacrifici. “La revisione della spesa è uno sforzo a lungo termine, che non si esaurisce con le misure recentemente adottate o quelle annunciate per le prossime settimane – annuncia il portavoce -. La Commissione monitorerà l’attuazione e incoraggia il governo italiano a proseguire i suoi sforzi verso una amministrazione pubblica più snella, più efficiente ed efficace”.

    Sul tema della ricerca la Commissione fa un po’ di equilibrismo, e si dice convinta che i tagli decisi dal governo italiano siano in sostanza marginali. Però il monito a non andare oltre è chiaro. “Con il pacchetto di misure adottate il 6 luglio, il governo ha rivisto la spesa in molti settori, al fine di ridurre le spese inutili”, rileva in primo luogo O’Connor. “La ricerca e l’istruzione sono tra gli ambiti meno coinvolti, e il pacchetto non riduce i livelli di personale o i trasferimenti sia a scuole o università. Tuttavia – ammette il portavoce di Rehn -, un certo numero di istituti pubblici – anche nella ricerca – sono stati coinvolti nello sforzo globale per ridurre le spese per l’acquisto di beni e servizi. Per perseguire una maggiore efficienza, il governo ha anche deciso di fondere diversi istituti pubblici di ricerca”.

    Il monito è un po’ nascosto, ma c’è: “La Commissione resta convinta che è indispensabile sostenere la ricerca e l’innovazione per creare crescita e occupazione”, spiega O’Connor, quindi attenzione ad insistere con i tagli. “Allo stesso tempo – conclude -, è importante assegnare il finanziamento pubblico nel modo più efficace per garantire il miglior risultato possibile”.

    Original English version of O’Connor statement:

    The Commission welcomes the effort of the Italian government to rebalance the fiscal consolidation towards expenditure while adhering to the planned adjustment effort. This is crucial in order to ensure that the excessive deficit is corrected this year and that the debt-to-GDP ratio is put on a declining path by 2013, as recommended by the Council in the context of the European Semester.

    The spending review is a long-term endeavour, which does not end with the measures recently adopted or those announced for the coming weeks. The Commission will monitor their implementation and encourages the Italian government to pursue its efforts towards a leaner, more efficient and effective public administration.

    On research:

    With the package of measures adopted on 6 July, the government reviewed expenditure in a broad range of policy areas, with a view to reducing wasteful spending. Research and education are among the least involved policy areas, and the package does not cut staff levels or transfers to either schools or universities. However, a number of public institutes – including in research – were involved in the overall effort to diminish expenditure for the purchase of goods and services. To pursue greater efficiency, the government also decided to merge several public research institutes.

    The Commission remains convinced that it is imperative to support research and innovation to deliver growth and jobs. At the same time, it is important to allocate public funding in the most effective way so as to ensure the best possible outcome.

    L.R. ©Eunews.it

    Tags: commissionegovernorehnricercaspending review

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