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    Home » Politica » Italia migliora, ma resta ultima nel recepire le direttive Ue

    Italia migliora, ma resta ultima nel recepire le direttive Ue

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    8 Ottobre 2012
    in Politica

    L’Italia ha fatto molto per migliorare le proprie performance nel recepimento delle direttive comunitarie, ma resta il paese che impiega più tempo ad assorbire nella propria legislazione nazionale le normative Ue e quello che – insieme a Grecia e Belgio – applica le direttive europee in modo più spesso errato. Lo rivela l’Internal market scoreboard, documento che fotografa la situazione del deficit di recepimento medio (ossia la percentuale delle direttive Ue per il Mercato interno non convertite in leggi nazionali nei tempi previsti). Diffusa dalla Commissione europea, la pubblicazione mostra un generale miglioramento di tutti i ventisette: negli ultimi sei mesi la quota delle direttive non convertite per tempo é scesa dall’1,2% allo 0,9%, con ben otto paesi – Italia compresa – che hanno fatto registrare il loro “miglior risultato di sempre” (Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Malta, Repubblica Ceca e Spagna).

    Il nostro paese resta pero ultimo in termini di performance: da noi il tasso di deficit di conversione è del 2,4% (quasi tre volte la media dell’Unione europea). Nessuno ha saputo fare peggio di noi. Un dato, quello italiano, che si trasforma automaticamente nell’altro non encomiabile record di infrazioni: per mancato recepimento di direttive Ue (18 casi) ed errata applicazione delle direttive (51 casi), il nostro paese ha 69 procedure d’infrazione in corso, più di ogni altro paese. E pensare che il nostro paese ha corretto, e di molto, il tiro: negli ultimi sei mesi ha ridotto le proprie carenze del 25%, ma ciò non basta ad evitare la maglia nera per recepimento e attuazione delle direttive Ue. Cosa significa questo? Che “difficilmente” l’Italia centrerà gli obiettivi concordati in sede comunitaria. Più volte i capi di governo, dal 2001 al 2007, hanno deciso di portare sotto la soglia dell’1% il deficit di recepimento delle direttive entro novembre 2012. Da questi dati, denuncia lo studio Ue, “appare difficile per alcuni stati membri raggiungere l’obiettivo”. Tra questi stati membri ci siamo anche noi (gli altri sono Polonia con deficit di recepemento al 2,1%, Belgio e Cipro all’1,9% e Slovacchia all’1,4%).

    Ezio Baldari

    Tags: classificadirettiveitalia ultimarecepimento

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