Borissov ha lasciato il suo incarico dopo decine di giorni di manifestazioni in tutto il Paese
Ieri il primo ministro bulgaro Boiko Borissov ha lasciato il suo incarico. “Per noi ogni piccola goccia di sangue versato è una macchia”, ha dichiarato riferendosi ai recenti scontri tra manifestanti e polizia in diverse città del Paese. Da una decina di giorni la nazione è scosso da proteste, spesso violente, contro il rincaro dell’elettricità. A calmare le acque non sono bastate né le dimissioni del ministro delle finanze, l’impopolare Simeon Djankov, né le promesse di revocare la licenza di distribuzione della compagnia elettrica ceca Čez, sotto inchiesta per non aver rispettato il contratto. Prima di dimettersi, Borissov ha avviato il procedimento per ritirare la licenza alla Čez, il maggiore distributore di energia elettrica della Bulgaria.
Gli osservatori considerano le sue dimissioni una mossa strategica per proteggere le sue chance di vincere le elezioni legislative, che sono previste per giugno ma che probabilmente saranno anticipate a primavera. Fino al voto sarà un governo tecnico a occuparsi dell’ordinaria amministrazione.
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