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    Home » Cronaca » Il Parlamento europeo lancia il piano d’azione contro il crimine organizzato

    Il Parlamento europeo lancia il piano d’azione contro il crimine organizzato

    Approvata la risoluzione Iacolino (Ppe), tra le proposte: l'istituzione di un Procuratore pubblico europeo e il riutilizzo delle risorse confiscate alle mafie per scopi sociali. Borsellino (S&D): "Primo piano concreto dell'Ue". Alfano (Alde): "Pietra miliare di questa legislatura"

    Ezio Baldari</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@eziobaldari" target="_blank">@eziobaldari</a> di Ezio Baldari @eziobaldari
    24 Ottobre 2013
    in Cronaca

    Approvata la risoluzione Iacolino (Ppe), tra le proposte: l’istituzione di un Procuratore pubblico europeo e il riutilizzo delle risorse confiscate alle mafie per scopi sociali. Borsellino (S&D): “Primo piano concreto dell’Ue”. Alfano (Alde): “Pietra miliare di questa legislatura”

    Salvatore Iacolino - © European Union 2012 EP
    Salvatore Iacolino – © European Union 2012 EP

    Il Parlamento europeo vuole rafforzare le misure contro la criminalità organizzata. Ieri è stata approvata una risoluzione della commissione speciale sul crimine organizzato (Crim) presentata dal relatore Salvatore Iacolino (Ppe) che ha come punto essenziale la creazione di una Procura europea. Un pubblico ministero sovranazionale dalla struttura snella, che darà impulso alla battaglia contro il crimine organizzato e le frodi di natura finanziaria. L’europarlamento ha finalmente portato a conclusione un progetto iniziato 18 mesi fa, e già instradato dalla commissione nel luglio di quest’estate.

    La Procura europea disegnata dal Parlamento sarà composta da 10 membri direttivi, tra cui il Procuratore europeo, i suoi quattro vice e cinque delegati. Porteranno avanti le indagini in ognuno degli Stati membri e saranno dotati di uno staff personale. Chi sarà indagato dal pubblico ministero sovranazionale, dovrà avere il diritto a un interprete e alla traduzione degli atti processuali nella lingua nazionale, il diritto ad essere informato ed il diritto ad avere un avvocato. Prima di cominciare la sua azione il Procuratore avrà il compito di armonizzare la legislazione nel tema dei diritti degli indagati in tutta l’Unione. Tra le altre proposte del Parlamento, il riutilizzo per scopi sociali delle risorse confiscate alla criminalità organizzata, l’abolizione del segreto bancario, dei paradisi fiscali in Europa e il rafforzamento della lotta contro le partite truccate, le scommesse illegali e la compravendita di voti. I deputati hanno anche proposto l’interdizione dalla partecipazione a tutti gli appalti pubblici nell’intera Ue, come pure la possibilità di candidarsi o svolgere una funzione pubblica, a tutte le persone condannate in via definitiva per criminalità organizzata, corruzione o riciclaggio.

    Per avere un’idea sull’incidenza della criminalità organizzata sull’economia europea, ecco qualche numero: il costo annuale per le frodi sull’Iva nell’Ue è stimato dalla commissione attorno ai 100 miliardi di euro, il numero di lavoratori forzati presenti in Europa è di 880mila, il numero di casi di “piccola” corruzione nel settore pubblico si aggira attorno ai 20 milioni, e il costo totale della corruzione corrisponde circa all’1,1% del Pil comunitario.

    Iacolino ha sottolineato: “Con l’istituzione del Procuratore europeo non creeremo niente di nuovo, ma coordineremo meglio le capacità nazionali per garantire una sinergia di intenti. Abbiamo fatto il nostro, adesso la palla passa al Consiglio. Ora, – sottolinea Iacolino – si capirà chi vuole davvero lottare contro la criminalità organizzata”. Chi se ne tirerà fuori, dovrà renderne conto di fronte al cittadino. Sui tempi effettivi per la messa in azione dell’ufficio di procura europeo, la commissaria alla giustizia, Viviane Reding, è stata molto chiara: “L’art. 86 del trattato sul funzionamento dell’Ue già sancisce la creazione di un ufficio di procura europeo. Se non ci sarà unanimità in Consiglio, interverrà comunque la cooperazione rafforzata. La commissaria prevede che alla fine della presidenza europea dell’Italia (dicembre 2014) si potrebbe già raggiungere qualche risultato.

    “L’attività della Commissione Crim è da considerare una pietra miliare di questa legislatura – ha detto la presidente Sonia Alfano (Alde) – lo straordinario lavoro politico che abbiamo compiuto in questa Commissione dovrà essere recuperato dal prossimo Parlamento, nella prossima legislatura. Ci vogliono ambizione e coraggio. Ogni eventuale perplessità o tentennamento – ha concluso – verranno recepiti dalle mafie come consenso, tolleranza e addirittura come un’eventuale connivenza”. Per Denis de Jong (Gue-Ngl) le proposte della relazione sono “positive”. Secondo il deputato è “importante avere un testo completo su crimine organizzato e corruzione finanziaria”.

    Rita Borsellino - © European Union 2012 EP
    Rita Borsellino – © European Union 2012 EP

    Soddisfatta anche Rita Borsellino (S&D) che afferma:“Oggi il Parlamento ha scritto una pagina importante nella storia della lotta alle mafie e al crimine organizzato in Europa. Il rapporto rappresenta il primo concreto piano d’azione dell’Ue per contrastare mafia, corruzione e riciclaggio a livello transnazionale”. La commissaria agli affari interni, Cecilia Malmstrom, plaude al risultato raggiunto, sottolineando tuttavia che “Parlamento europeo e Consiglio adesso devono trovare un accordo che mantenga il livello di ambizione delle proposte approvate”. Per la Malmstrom, “è fondamentale la volontà politica di tutti i decision makers, su tutti i livelli”.

    Gli eurodeputati hanno inoltre deciso che il 23 ottobre sarà la giornata europea in memoria di tutte le vittime delle mafie.

    Tags: iacolinoparlamento europeoSonia Alfano. criminalità

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