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    Home » Cultura » In Austria, Estonia e Paesi bassi i primi Marchi del patrimonio europeo

    In Austria, Estonia e Paesi bassi i primi Marchi del patrimonio europeo

    Oggi svelati i siti con valore simbolico dell'Ue, a gennaio la nomina ufficiale. E il prossimo anno sarà in corsa anche l'Italia.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    28 Novembre 2013
    in Cultura
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    Oggi svelati i siti con valore simbolico dell’Ue, a gennaio la nomina ufficiale. E il prossimo anno sarà in corsa anche l’Italia

    Parco archeologico di Carnunto
    Parco archeologico di Carnunto

    Austria, Estonia e Paesi Bassi saranno i Paesi dell’Ue che per primi riceveranno il “Marchio del Patrimonio Europeo”, il riconoscimento pensato per la promozione dei luoghi ‘simbolo’ dell’Europa. A fregiarsi del marchio saranno il Parco archeologico di Carnunto (ricostruzione di un quartiere di città romana a Bad Deutsch-Altenburg, in Austria), il Salone delle Gilde (costruzione medievale a Tallinn, in Estonia) il Palazzo della pace dell’Aja (Paesi Bassi) e il Campo di Westerbork (campo di transito nazista della Seconda guerra mondiale situato a Hooghalen, nei Paesi Bassi).

    La scelta definitiva è stata conclusa oggi, ma la nomina ufficiale dei siti da parte della Commissione avverrà nel gennaio del 2014. “Congratulazioni ai siti, che sono i primi a ricevere il Marchio del Patrimonio Europeo”, la dichiarazione di Androulla Vassiliou, commissario europeo per la Cultura, dopo l’assegnazione dei marchi. “Ritengo che l’iniziativa del marchio abbia le potenzialità per diventare una delle iniziative di maggior successo e popolarità fra quelle organizzate dall’Unione europea”. L’iniziativa, sostiene Vassiliou, “possiede una forte valenza formativa, in particolare per i giovani, che saranno in grado di comprendere meglio la storia dell’Unione europea attraverso la sua associazione con luoghi simbolo”.

    Il Marchio del patrimonio europeo (in inglese: European heritage label) è l’iniziativa dell’Ue per valorizzare i siti che hanno ricoperto un ruolo significativo nella storia e nella cultura europea o che hanno contribuito a creare o sviluppare l’Ue. Rispetto alle dichiarazioni di “patrimonio dell’umanità” dell’Unesco, il Marchio del patrimonio europeo dunque non è riferito alla qualità estetica o architettonica dei siti, ma al loro valore simbolico. Inoltre, il Marchio del patrimonio europeo mira alla promozione del sito più che alla sua conservazione.

    La selezione dei siti per il riconoscimento del Marchio del patrimonio europeo si compone di due fasi: nella prima i paesi membri redigono la lista dei siti potenzialmente riconoscibili come patrimonio europeo, nella seconda un gruppo di esperti indipendenti procede alla valutazione di tutte le proposte nazionali e decide quali siti da riconoscere patrimonio europeo. Il gruppo di esperti, con mandato triennale, è composto da 13 membri (4 nominati dalla Commissione Ue, 4 nominati dal Parlamento, 4 nominati dal Consiglio, 1 nominato dal Comitato delle regioni). Nel 2013 erano cinque i paesi membri che, in base alla decisione che ha istituito il Marchio, potevano nominare siti (Austria, Danimarca, Estonia, Lussemburgo e Paesi Bassi). Il prossimo anno toccherà ad altri 18 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria).

    Renato Giannetti

    Tags: AjaGildeMarchio del patrimonio europeo. CarnuntoWesterbork

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