Inflazione sempre bassa e invariata in Europa. A giugno, rileva l’Eurostat, l’indice annuale dei prezzi al consumo è stato 0,5% nell’area Euro (stabile rispetto a maggio) e 0,7% nell’Ue (+0,1% rispetto al mese precedente). Male il tasso d’inflazione mensile, pari allo 0,1% sia nell’Europa a diciotto che in quella a ventotto. A giugno sono cinque gli stati membri in deflazione: Bulgaria (-1,8%), Grecia (-1,5%), Portogallo (-2%), Slovacchia e Ungheria (entrambe a -0,1%). Inflazione zero per Cipro, Repubblica Ceca e Spagna. Il tasso di inflazione annuale più alto a giugno si registra in Regno Unito (1,9%), Austria (1,7%) e Lussemburgo (1,2%). Indice in aumento in Germania (a giugno inflazione annua all’1%, rispetto allo 0,6% di maggio), in calo in Francia (da 0,8% a 0,6%) e in Italia (da 0,4% a 0,2%). L’Italia è il paese più vicino alla deflazione tra le principali economie dell’Ue e dell’Eurozona. L’istituto di statistica europeo rileva inoltre che quattro paesi Ue con tasso di inflazione annuale positivo hanno però registrato una crescita negativa a livello mensile. Tra maggio e giugno il fenomento deflattivo ha investito Paesi Bassi (-0,4%), Romania (-0,3%), Danimarca e Spagna (-0,1%). Dai dati si evince dunque il fenomeno di contrazione della domanda interna in corso nell’Eurozona e nell’Ue.
A determinare la bassa inflazione soprattutto la diminuzione dei prezzi di generi alimentari, alcol e tabacco (indice di inflazione a -0,2% a giugno rispetto allo 0,1% di maggio) e beni industriali non energetici (-0,1%). Ma sono i sotto-indici di frutta e verdura a determinare “il maggior impatto” sul tasso annuale di inflazione dell’Eurozona, secondo Eurostat. A giugno l’indice annuale per la frutta scenda a quota -7,5%, quello della frutta addirittura a -8,3%. I numeri suggeriscono dunque come nei paesi con la moneta unica sempre più famiglie stringano la cinta, a dimostrazione di come la crisi sia ancora ben presente.
Renato Giannetti

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