Quello sull’equidistanza tra Israele e Palestinese “è un discorso pericoloso che dobbiamo denunciare”. Nella conferenza stampa al Parlamento di bruxelles, organizzata al termine di una missione a Gerusalemme e in Cisgiordania a cui ha preso parte con altri dodici eurodeputati della Sinistra Unita Gue, il leader di Podemos, Pablo Iglesias, chiede di poter parlare in spagnolo “perché voglio poter essere molto chiaro e preciso”. “Gli israeliani – esordisce – hanno avuto in questo conflitto 69 vittime, di cui 66 sono militari. Secondo dati della Onu le vittime palestinesi sono state 2.145 di cui 1460 civili e più di 500 bambini”. In un contesto come questo “stabilire una sorta di equivalenza tra palestinesi e israeliani è come stabilire una sorta di equivalenza o neutralità tra i resistenti del ghetto di Varsavia che nel 1943 si opposero all’esercito tedesco e lo stesso esercito tedesco”. Per questo per Iglesias “la comunità internazionale non può restare equidistante in questo conflitto”, in quanto “l’equidistanza significa dare ragione a Israele”, dare ragione “a un Paese che viola la carta delle nazioni unite e non rispetta la La risoluzione 242 dell’Onu che gli intima di abbandonare i territori occupati nel 1967”. Ogni discorso che mira a stabilire “una sorta di equivalenza o equidistanza” tra palestinesi e israeliani per lo spagnolo “è un discorso che va contro la pace, contro la carta delle nazioni unite e contro la sicurezza del vicino oriente e dei popoli europei”.
Non è quindi valido l’argomento di Tel Aviv che ha motivato i 51 giorni di bombardamenti su Gaza con il diritto a difendersi dagli attacchi di Hamas. “La verità è che gli attacchi sono partiti dopo la formazione di un governo di unità tra Fatah e Hamas. È stato allora che abbiamo sentito dire agli israeliani di non avere un partner con cui discutere di Gaza, e tutto mentre erano in corso i dialoghi di pace con John Kerry”, aggiunge Martina Anderson dello Sinn Fein. “L’Occupazione deve finire”, dichiara, puntando anche lei il dito contro la comunità internazionale: “Non è possibile che seppur le colonie israeliane siano definite illegali in termini di diritto internazionale e umanitario il mondo resti a guardare e non faccia niente più che condannare. Per le Nazioni Unite e l’Ue è arrivato il momento di fare di più. Abbiamo una responsabilità verso quei bambini, e sono migliaia, che sono stati feriti o uccisi. Dobbiamo assicurarci che in futuro non ci sia mai più un altro attacco a Gaza come quello che c’è stato il mese scorso”.
Ma l’apertura di un tavolo di trattative tra il governo israeliano e i vertici di Hamas non è affatto facile. “Io vengo dall’Irlanda del nord – conclude Anderson – Anche noi abbiamo avuto un conflitto terribile e ci siamo uccisi a vicenda. Io lo so che la pace è difficile ma so anche che per raggiungerla bisogna sedersi a un tavolo, avere un partner nelle discussioni e trattare in buona fede”.

![Un momento del consiglio Affari esteri [Lussemburgo, 21 aprile 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/fac-260421-350x250.jpg)

![An Israeli soldier tries to prevent Palestinians from reaching their houses in Nur Shams refugee camp in the West Bank city of Tulkarm, Nov. 18, 2025. Palestinians took part in a demonstration demanding the right to return to their houses at the entrance of Nur Shams refugee camp, while Israeli soldiers assaulted the crowd and forced them to leave the area. [Photo by Nidal Eshtayeh/Xinhua/ABACAPRESS.COM, via IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/IPA_Agency_IPA68161671-350x250.jpg)

![[Photo by Omar Ashtawy/APAImages/Shutterstock (16497571m), via IPA agency].
Palestinians inspect the damaged and largely destroyed building after the Israeli army targeted it in Nasser neighborhood of Gaza City, Gaza on January 31, 2026. At least 29 Palestinians were killed at dawn on Saturday in a series of Israeli airstrikes targeting various areas across the Gaza Strip. Since ceasefire took effect in early October, Israeli actions have killed more than 524 Palestinians.
Palestinians inspect the damaged and largely destroyed building after the Israeli army targeted it in Nasser neighborhood, Gaza city, Gaza Strip, Palestinian Territory - 31 Jan 2026](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/IPA_Agency_IPA70789453-350x250.jpg)
![L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas, tra il primo ministro palestinese, Mohammad Mustafa (sinistra) e il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide [Bruxelles, 20 aprile 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/kallas-palestina-350x250.png)







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