Violeta Bulc, liberale, da tre settimane vicepremier e ministro senza portafoglio per lo Sviluppo, progetti strategici e coesione, è la nuova candidata a membro sloveno della prossima Commissione europea. Il suo nome nasce però da una frattura nell’esecutivo di Lubiana, nel quale a quanto si è appreso sette ministri hanno votato contro, sei a favore e due si sono astenuti: il premier ha dunque deciso lui per il “sì” “interpretando” come voti favorevoli, ha spiegato lui stesso in conferenza stampa, le due astensioni. La nuova candidatura si è resa necessaria dopo che l’ex primo ministro Alenka Bratušek, bocciata dal Parlamento europeo dopo l’audizione, ha ieri presentato le sue dimissioni dalla candidatura.
“Il governo – ha annunciato in un tweet il premier Miro Cerar – ha concordato su Violeta Burc come candidato a commissario europeo. Sono certo che lei abbia tutte le competenze richieste per questo incarico”. Però la candidatura nasce zoppa, un po’ come quella di Bratusek che da sola indicò se stessa nella rosa, senza ottenere un’approvazione governativa, e proprio ieri una commissione parlamentare slovena ha giudicato il gesto illegittimo.
Il presidente eletto Jean-Claude Juncker non la conosce, ma attende la comunicazione formale da Lubiana per poter procedere all’intervista all’inizio della prossima settimana. Successivamente Bulc dovrà sostenere l’audizione parlamentare di tre ore, come tutti gli altri candidati commissari. Non è ancora noto quale portafoglio le verrà offerto, né se avrà una vice-presidenza, ma probabilmente no, vista la sua insignificante esperienza di governo, che la rende molto debole anche come candidata commissaria “semplice”, essendo una piccola imprenditrice diventata un ministro, senza portafoglio, del nuovo governo sloveno da solo tre settimane.
Non è neanche certo che Bulc resti l’unico candidato sloveno. Il Partito pensionati, uno dei partner della coalizione, ha minacciato che ora potrebbe uscire dal governo se al nome di Bulc non ne verrà affiancato almeno un altro, se non proprio una vera rosa di candidati. Se i pensionati lasciassero l’esecutivo la maggioranza svanirebbe. Karl Erjavec, il ministro degli Esteri e leader del Partito dei pensionati, ha detto che “stiamo vivendo una situazione simile a quella creatasi con la lista presentata dal governo Bratusek. E’ un cattivo segno per la coalizione”. I socialdemocratici, altri partner di maggioranza (che hanno sei deputati e tre ministri, ma tengono in piedi il governo), hanno detto che sono contrari alla candidatura scelta, ma non provocheranno una crisi di governo.
Problemi ci sono anche nel parlamento europeo, dove ieri i popolari e i socialisti avevano sostenuto la candidatura della socialista Tanja Fajllon, che era nella prima rosa presentata dal governo sloveno dimissionario prima dell’estate. I terzi membri della coalizione, i liberali, invece preferivano una nuova candidatura del loro gruppo, come è accaduto con Bulc.
Chi è’ Violeta Bulc. Laureata in Ingegneria elettronica a Lubiana con un master in Information Systems a San Francisco, Bulc é stata nominata da Miro Cerar come ministro senza portafoglio per lo Sviluppo, Progetti strategici e Coesione del nuovo governo sloveno di centro-sinistra. Fino a poco prima risultava proprietaria di Vibacom, società di consulenza aziendale, da lei fondata, la cui missione è “sviluppare ambienti per una crescita sostenibile e scoperte innovative”.
E’ stata inoltre membro del Comitato esecutivo dell’Organizzazione internazionale “Change the game”, docente presso varie università e all’estero, Presidente del consiglio della Ong “Umanotera – Slovenia Società sostenibile”. Ha ricoperto altri incarichi ai vertici di associazioni impegnante nella rappresentanza e nella promozione degli interessi di aziende slovene, come Global Compact Slovenia che si propone di favorire “la competitività delle aziende nazionali e incentivare pratiche di sviluppo sostenibili”. Leggendo il suo curriculum si trovano anche certificazioni piuttosto originali come il “Sundoor trainer certification for personal growth and development”, ovvero una abilitazione all’insegnamento delle tecniche per camminare sui carboni ardenti rilasciato dalla scuola Sundoor in Sierra Nevada, California, e anche la “Shamanic Academy”, l’accademia sciamanica scozzese.
Dice di sé. “Sono un esperto di strategie equilibrate di sviluppo sostenibile, della crescita organica e degli ecosistemi di innovazione. Credo nel potere delle reti, nell’individuo olistico, e nell’energia positiva”, spiega nel suo blog. Nel sito della sua aziende parla ancora delle sue idee, e spiega che “Violeta crede nel potere creativo degli individui e nel potere della coscienza collettiva. Crede nell’evoluzione, nel pensiero sistemico e nelle eccezioni che ne alterano il corso. Crede nel potere dell’energia positiva e nei pensieri puri, che creano le condizioni per la prosperità e la thrivability (una nuova corrente di pensioro che punta ad un’organizzazione produttiva che permetta uno sviluppo coerente con lo sviluppo mano, ndr). Crede che lo sviluppo tecnologico debba servire l’umanità”.
Guarda il video di promozione della scuola per camminatori sul fuoco fatta dalla candidata commissaria slovena














