- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 30 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Pena di morte, Orban insiste al Parlamento Ue: “Le regole si possono cambiare”

    Pena di morte, Orban insiste al Parlamento Ue: “Le regole si possono cambiare”

    Timmermans: "Se ci saranno passi verso pena capitale l'Ue è pronta a usare ogni mezzo" per impedirlo. I popolari continuano a evitare ogni critica al premier ungherese

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    19 Maggio 2015
    in Politica
    Orban durante il dibattito in Aula

    Orban durante il dibattito in Aula - foto Parlamento europeo

    Bruxelles – Insiste per poter prendere parte al dibattito sulla situazione dei diritti civili nel suo Paese, si siede docile al suo posto in Aula, ascolta le critiche senza battere ciglio. Viktor Orban è venuto al Parlamento europeo per smentire le accuse che lo vogliono sostenitore di una reintroduzione della pena di morte? Niente affatto. Al momento di prendere la parola davanti agli eurodeputati riuniti in seduta plenaria, il premier ungherese è quello di sempre, che non si giustifica e non ritratta una virgola. Reintrodurre la pena di morte? “Non c’è nulla di scolpito nel marmo, le regole sono state fatte dagli uomini e dagli uomini possono essere modificate, questa è la democrazia”, gela chi si aspettava posizioni concilianti. Anzi, ribalta la prospettiva Orban, se c’è qualcuno da mettere sotto accusa semmai è proprio Bruxelles che sta “processando” l’Ungheria per un semplice dibattito: “Non vogliamo ci siano temi tabù di cui non si può parlare, c’è in gioco la libertà di espressione e di pensiero”, scandisce il leader di Fidesz. A non piacere ai Paesi Ue, secondo Orban, è il fatto che “l’Ungheria parla direttamente di questioni difficili senza menare il can per l’aia” e può anche non piacere ma, è convinto il premier ungherese, “i discorsi politicamente corretti non portano soluzioni e noi vogliamo parlare in maniera franca”.

    E così, francamente, giù bordate anche sul nuovo pacchetto di misure proposte dall’esecutivo Ue sull’immigrazione: “Io sono fermamente convinto – non si fa scrupoli Orban – che la proposta della Commissione Ue è assurda e quasi malsana, non possiamo dire ‘apriamo le porte a tutti’”, ogni Paese “deve essere libero di decidere per sé e di difendere le proprie frontiere”. Inoltre “le quote rappresentano un incentivo, è come dire alle persone ‘ sì, venite’ e poi le problematiche saranno affrontate a livello nazionale”.

    Sul tema, in questi giorni, il premier ungherese ha anche lanciato una consultazione sotto forma di questionario inviata a otto milioni di ungheresi, bersaglio di una pioggia di critiche da parte degli eurodeputati. Nel questionario, dall’eloquente titolo “immigrazione e terrorismo” compaiono domande come: “Alcuni pensano che i rifugiati minaccino l’esistenza e il lavoro degli ungheresi. Siete d’accordo?” oppure “accettereste che queste persone siano messe in prigione visto che attraversano illegalmente le frontiere?” o ancora “pensate che i richiedenti asilo debbano contribuire alle proprie spese di soggiorno in Ungheria?”. “Abbiamo voluto lanciare una consultazione perché per noi è giusto chiedere alle persone cosa pensano” ,spiega Orban, sottolineando: “Non ricordo di avere firmato accordi che dicono di cosa si può parlare” e ancora una volta “chi cerca di dirci quello di cui possiamo discutere sta violando il trattato fondatore”.

    Duro, dall’altro lato, anche il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans presente al dibattito in rappresentanza dell’esecutivo Ue. “Nessun mandato o vittoria elettorale – chiarisce – può consentire di cambiare lo stato di diritto in un Paese”, ricordando che “l’abolizione della pena di morte è una condizione che gli Stati membri devono soddisfare per diventare Stati membri del Consiglio d’Europa e dell’Ue”. Una sua reintroduzione, dunque, sarebbe “contraria ai valori dell’Ue” e “porterebbe all’applicazione dell’articolo 7” che protegge i valori fondamentali tutelati dall’articolo 2, come il rispetto dei diritti umani. “I Trattati non prevedono una sospensione o il ritiro dell’appartenenza di uno Stato membro all’Ue”, spiega ancora il vicepresidente, ma “la Commissione è pronta ad usare immediatamente tutti i mezzi a sua disposizione per assicurare che l’Ungheria, come ogni Stato membri, rispetti i suoi obblighi”. In caso l’Ungheria facesse passi verso la reintroduzione della pena di morte “non esiteremmo un secondo”, assicura Timmermans.

    Tra i due interventi è una pioggia di commenti dagli eurodeputati di tutti gli schieramenti. In buona parte condanne ma non dal gruppo di appartenenza di Orban, il Partito popolare europeo, che anche davanti alla conferma di tutte le opinioni del premier ungherese, non accennano una presa di distanza, anzi, secondo il capogruppo Manfred Weber, il premier ungherese finisce nel mirino delle critiche di “molta sinistra” perché il suo Paese è una “locomotiva in Europa” per crescita economica e bassa disoccupazione e perché è stato confermato “con più del 50% dei consensi nel suo Paese”. Certo “una discussione sulla pena capitale è dannosa”, concede Weber, ma “sull’immigrazione i temi che solleva Orban vanno affrontati”. Sulla stessa linea i conservatori che accusano “la sinistra di questo Parlamento” di tentare di colpire Orban per guadagnare punti con l’elettorato e sottolinea: “Questo Parlamento non deve diventare giudice e giustiziere di chi ha idee diverse”.

    Duri invece i socialisti con Gianni Pittella che paragona Orban a Silvio Berlusconi con la sua “sfilza improbabile di statement rapidamente ritrattati che hanno costantemente imbarazzato l’Italia e i suoi cittadini”. Il premier ungherese, dice, “ha superato il limite della decenza e la gravità delle sue affermazioni non può essere ignorata”. I liberali chiedono “urgentemente un meccanismo europeo per monitorare la democrazia e lo stato di diritto in tutti gli Stati Ue” e il Movimento Cinque Stelle concorda, sostenendo la necessità di “pretendere il rispetto dei diritti fondamentali non sono al momento dell’adesione ma anche ex post”. Secondo i Verdi “un’Unione bastata solo su interessi economici e non sulla tutela dei diritti fondamentali significa la fine dell’Unione”, mentre la Sinistra Unita Gue sprona la Commissione: “Dove vogliamo arrivare prima di reagire?”.

    Tags: immigrazioneorbanParlamento europepena di morteTimmermansungheria

    Ti potrebbe piacere anche

    Il primo ministro dell'Ungheria, Péter Magyar, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 29 maggio 2026. Foto: Xavier Lejeune/EC - Audiovisual Service ]
    Politica

    L’UE sblocca 16,4 miliardi di euro per l’Ungheria, e processa Orbán

    29 Maggio 2026
    Tribunale Corte penale internazionale e crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio, 2022. Crediti: Clemente Marmorino via Imagoeconomica
    Diritti

    Schiaffo a Netanyahu, l’Ungheria resta nella Corte penale internazionale

    27 Maggio 2026
    Kaja Kallas a margine della riunione dei ministri degli Esteri UE sull'Ucraina, 26/11/25
    Politica Estera

    Pena di morte in Israele e crisi di Hormuz, l’UE balbettante mostra i suoi limiti

    25 Maggio 2026
    Photo de Andrew Vsur Unsplash
    Diritti

    Violenze e garanzie zoppe, il preoccupante referto ONU sulla tortura in Italia

    15 Maggio 2026
    Una delle facciate di Palazzo Berlaymont (Palazzo della Commissione europea) a Bruxelles. Source: EC - Audiovisual Service Cooperators Producer: CE - Service audiovisuel. Photographer : Nicolas Landemard
    Opinioni

    E se, dopo la caduta di Orban, si mettesse in discussione il diritto di veto?

    13 Maggio 2026
    PORTO NAVE LIFE SUPPORT EMERGENCY ATTRACCA A BARI CON 120 MIGRANTI EQUIPAGGIO SBARCO MIGRANTI. IMMIGRAZIONE UE. Source: Imagoeconomica
    Diritti

    Nelle UE più respingimenti e crollo di presenze irregolari di persone migranti

    12 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    caro carburanti- source: Imagoeconomica

    In UE a fine maggio benzina salita a 1,85 euro al litro e diesel a 1,87 euro

    di Ambrogio Sanelli
    29 Maggio 2026

    Secondo i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, i prezzi dei carburanti nell'Unione hanno registrato un forte aumento...

    Francia Strasburgo Corte Europea dei Diritti Umani Istituzioni Esterni. Fonte: Imagoeconomica

    La CEDU riceve due ricorsi contro l’Italia per il mancato arresto di Elmasry

    di Iolanda Cuomo
    29 Maggio 2026

    L'uomo era stato accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale. Arrestato in Italia, è stato rilasciato quasi immediatamente...

    FAO G20 GREEN GARDEN AL PARCO DELLA CAFFARELLA GENDER EQUALITY UGUAGLIANZA DI GENERE. Caregiver Foto: [Imago economica]

    Più donne che uomini in tecnologia e scienza, ma la parità è lontana nel lavoro di cura

    di Caterina Mazzantini
    29 Maggio 2026

    Eurostat registra un boom di lavoratrici nel settore scientifico, ma certifica una impietosa disparità nel ricorso al part-time per conciliare...

    difesa

    Cinque Paesi hanno firmato per i prestiti di SAFE per la spesa in difesa, non l’Italia

    di Giulia Torbidoni
    29 Maggio 2026

    La Polonia ha ricevuto oggi, 29 maggio, il primo pagamento di 6,6 miliardi di euro nell'ambito di questo strumento, pari...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione