Bruxelles – I patti vanno rispettati e la Grecia, chiunque la guidi dopo le elezioni, dovrà tener fede agli impegni presi. Jean-Claude-Juncker non fa sconti. Il presidente della Commissione europea, causa anche l’attualità con la crisi dei migranti, riserva un passaggio veloce alla questione del debito ellenico nel corso del discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento di Strasburgo. Ma le parole hanno un peso politico non indifferente: di nuovi Alexis Tsipras i creditori non ne vogliono sapere. “Abbiamo concordato un programma e vorrei che il programma sia rispettato da tutti”, laddove “tutti” significa “ogni governo greco”. Il 20 settembre si vota, e dal voto nascerà un nuovo esecutivo. Chiunque lo guidi “stavolta bisognerà arrivare a fare quanto deciso”. Niente ripensamenti, niente trucchi, niente scherzi. Anche perché, dopo la lezione di Tsipras e compagni, non intendono scherzare neppure i creditori. “In caso di mancato rispetto delle regole la reazione stavolta sarà diversa”, minaccia Juncker. Allude probabilmente a uno scenario di Grexit. “Non era un’opzione e ho detto a Tsipras che era importante evitarla, ma non ad ogni costo”. Lo scenario, era in sostanza, “una possibilità ma non un’opzione a cui stavamo lavorando”. Ma può sempre restare una possibilità.
Le parole di Juncker riflettono quelli che sono gli umori a Bruxelles, dove si chiarisce che “non c’è alcuna necessità per un piano B, dato che c’è un piano A in vigore concordato e negoziato con un governo ellenico democraticamente eletto”. Anche in questo caso un messaggio, seppure più velato, a chi dovrà assumere la guida del governo ellenico di qui a breve. Alla prossima classe politica dirigente si chiede fin da ora di impegnarsi a varare e attuare la riforma della pubblica amministrazione e lo snellimento burocratico del Paese. “Se parliamo solo di stime, di numeri, di Pil, si rischia di fare ragionamenti astratti”, ragionano a Bruxelles. Per questo sarebbe meglio concentrarsi “sul concreto”. E’ quello che sostiene anche Juncker. “Ho sempre pensato che il problema greco non è solo di consolidamento delle finanze ma anche problema di prospettive di crescita di questo Paese”, afferma ancora nel suo intervento. E’ l’imperativo ormai noto di Bruxelles: consolidamento di bilancio, riforme strutturali e investimenti.
I patti vanno rispettati, dunque. Ma ciò non vuol dire che altri possano permettersi chissà quali libertà, come accusare o criticare. E qui il presidente della Commissione si rivolge ai partner, i Paesi creditori dell’Eurozona, soprattutto quelli più intransigenti. Non fa nomi, come bon ton e diplomazia impongono, ma non si astiene dall’indirizzari a interlocutori non difficili da identificare. “Non mi sono piaciuti commenti su presunta mancanza di serietà dei greci: lavorano e fanno tutti il possibile perché loro nazione vada avanti”, e perciò “dovremmo rispettare di più loro sforzi”.

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