- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 15 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Ha ragione Boris, Cameron non ha avuto quel che aveva promesso contro la Brexit

    Ha ragione Boris, Cameron non ha avuto quel che aveva promesso contro la Brexit

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    22 Febbraio 2016
    in Editoriali
    Brexit, referendum, Bori Johnson, David Cameron

    Boris Johnson e David Cameron

    Boris Johnson, il sindaco conservatore di Londra, ha ragione, la trattativa tra il premier britannico David Cameron e l’Unione europea non ha dato a Londra quello che il premier aveva promesso. Il negoziato Brexit lo ha vinto la Commissione, abile “facilitatrice”, che i suoi uomini amano definirla in questo contesto, e lo hanno vinto i Paesi come la Germania , la Francia, il Belgio e l’Italia che più credono, anche se con coloriture a volte diverse, in una “Unione sempre più forte”.

    Abbiamo letto e riletto l’accordo, abbiamo leggi giudizi di esperti di varie scuole, abbiamo parlato con tanti osservatori, ma nessuno ci ha convinto (tra coloro che ci credono) che Londra abbia ottenuto molto. Ha certamente ottenuto qualcosa in termini di immagine, ha mostrato la forza di imporre a tutti i partner una discussione sul suo status, ma alla fine, in termini di risultati concreti, ha ottenuto ben poco. Lo spirito e la sostanza dell’Unione sono salvi e lo dimostra anche il fatto che, a parte la questione dei benefici sociali ai cittadini Ue che si installano in Gran Bretagna, non sarà necessaria nessuna modifica legislativa dopo l’accordo e, soprattutto, perché i contenuti dell’accordo esplichino i loro effetti non è necessaria alcuna modifica dei Trattati, che sono le regole, e le ambizioni, su cui si fonda l’Unione.

    E’ iniziata ora un campagna elettorale difficile, inedita, che riserverà molte sorprese dalla quale potranno nascere chissà quante contaminazioni. In Francia Marine Le Pen, leader dell’estrema destra, ha già messo nel suo programma elettorale un negoziato sullo status della Francia nell’Unione. In molti Paesi nasceranno movimenti che sosterranno le rinegoziazioni delle condizioni di adesione e la campagna per il “No” nel Regno Unito. Il dibattito, fuori dalla Gran Bretagna e fuori da Bruxelles sulla questione Brexit è stato fiacco, quasi inesistente. Tanto meno si è discusso delle possibili conseguenze.

    L’Unione europea inizia ora la sua vera sfida. Ascoltare le richieste di un partner è giusto, chiarire le condizioni di adesione anche, perché questo è quel che si è fatto. Scappare sarebbe stata prova di debolezza. Ora però ci si confronterà con i cittadini. Il Regno Unito è sovente portato ad esempio della democrazia, di quella parlamentare almeno, e i cittadini britannici l’hanno praticata da secoli, non sono certamente impreparati a rispondere ad una domanda del genere, sul restare o meno tra i Ventotto. Però sarà la prima volta che un Paese dell’Unione voterà per dire “restiamo” o meno, dopo oltre quaranta anni di partecipazione. Sanno bene i britannici cosa vuol dire, anche se i populismi sono forti, i nazionalismi pure, nonché un certo, diffuso, sciovinismo.

    Se diranno “Sì” sarà certamente una vittoria per Cameron e per l’Unione nel suo complesso. Qualcuno la vede anche come una cosa positiva perché si segnerà, finalmente, il confine tra questi due cerchi intersecati ma che non ruotano necessariamente sempre alla stessa velocità e nella stessa direzione. Si saprà chi sta da un parte (quella dell’integrazione) e chi dall’altra e si potrà procedere, affiancati ma non uniti, più velocemente verso i propri obiettivi.

    Se diranno “No” per l’Unione sarà un fatto grave. Più di quanto si è concesso (pochissimo, quasi nulla) non lo si può concedere, pena decidere di smantellare tutto. Altri Paesi potrebbero seguire l’esempio di Londra, si potrebbe creare, come fu in passato, una sorta di Unione/non Unione parallela. Sarebbe però una grave sconfitta di un progetto che coinvolge tutti, non solo i britannici. Questa cosa ci riguarda tutti, non possiamo disinteressarcene.

    Tags: Boris Jonhsonbrexitcameronreferendum

    Ti potrebbe piacere anche

    Bandiera islandese. Crediti: James via Unsplash
    Le Brevi

    Islanda, parte il voto anticipato del referendum sull’adesione all’UE

    27 Luglio 2026
    Distretto di polizia alla base militare britannica di Krotiri, a Cipro [foto: Dickelbers/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Souvereign_Base_Areas_Police_station_on_Cyprus.JPG]
    Politica Estera

    Iran ed Europa della difesa, per l’UE il nodo delle basi militari britanniche a Cipro

    27 Luglio 2026
    Il saluto dell'Eurocamera agli eurodeputati britannici il 29 gennaio 2020. Source: Imagoeconomica
    Politica Estera

    Europei favorevoli al ritorno di Londra nell’UE, mentre a Kiev chiedono prima le riforme: i dati di Polling Europe Euroscope

    20 Luglio 2026
    Proteste per la brexit [Foto: Unsplash]
    Politica Estera

    Regno Unito, ‘il decennio del rimpianto’: la maggioranza dei britannici ora voterebbe per il rientro nell’UE

    23 Giugno 2026
    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)
    Politica Estera

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    23 Giugno 2026
    Da sinistra: il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron [Londra, 7 giugno 2026. Foto: Lauren Hurley / No 10 Downing Street, via imagoeconomica]
    Politica

    Regno Unito, Starmer si dimette. Burnham pronto per guidare il Paese e i laburisti

    22 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Migranti entrano a nuoto nella citta' di Ceuta, enclave della Spagna in nord Africa [foto: imagoeconomica]

    Nel 2026 gli ingressi irregolari calano, e la crisi migranti non c’è: Frontex sbugiarda i Paesi UE

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Agosto 2026

    I dati preliminari di Frontex mostrano che tra gennaio e luglio gli attraversamenti contrari alle registrano complessivamente un 37 per...

    Emissioni Gas serra UE Eurostat

    Emissioni di gas serra, nell’UE aumentano dello 0,3 per cento nel primo trimestre 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    Bruxelles - Le emissioni di gas serra dell’economia dell’Unione europea tornano a crescere nel primo trimestre del 2026, ma a...

    ASILO EUROSTAT

    Domande d’asilo di maggio 2026 in calo del 22 per cento nell’UE; l’Italia prima per richieste

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    I dati di Eurostat rilevano che ci sono state 9,4 prime richieste di asilo ogni 100.000 abitanti, un numero in...

    Carbone fossile Eurostat UE

    Uso del carbone ai minimi storici nell’UE: nel 2025 copre appena il 9,2 per cento dell’elettricità

    di Annachiara Magenta annacmag
    13 Agosto 2026

    Come rilevato dai dati di Eurostat, c'è una tendenza di lungo periodo che ha portato il carbone a passare da...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione