Bruxelles – Questa settimana hanno raggiunto quota 1.800: sono i comuni, le regioni o le amministrazioni locali d’Europa che si sono dichiarate “zone Ttip free” e cioè contro l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti. C’è poco che a livello locale si possa fare per bloccare i negoziati in corso tra Bruxelles e Washington, così città e regioni di diversi Paesi europei hanno deciso di attrezzarsi con un atto più simbolico che altro: hanno fatto approvare una mozione che rende ufficiale la propria contrarietà al Ttip e impegna l’amministrazione a fare tutto il possibile per bloccare l’accordo.
Per ora le zone Free Ttip e free Ceta (l’accordo di libero scambio con il Canada) sono 1.800 e comprendono territori abitati da milioni di cittadini, ma le adesioni crescono di settimana in settimana. Per adesso ci sono aree Ttip-free in dodici Paesi Ue, tra cui gli ultimi ad aderire sono stati territori di Bulgaria, Grecia, Irlanda e Portogallo. Aree dichiaratamente contrarie al libero scambio con gli Usa sono già numerose anche in Italia. Tra queste le regioni Abruzzo, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Val D’Aosta ma anche numerose città, soprattutto nel centro-nord del Paese.





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