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    Home » Cronaca » Consiglio dell’Ue dichiara guerra agli alimenti troppo salati e zuccherati

    Consiglio dell’Ue dichiara guerra agli alimenti troppo salati e zuccherati

    Il progetto per ridurre obesità e sovrappeso focalizza sull'ampliamento della disponibilità e convenienza di prodotti che contengano sempre meno grassi saturi e calorie: "la scelta più salutare per il consumatore deve essere quella più facile"

    Elena Bondesan</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@elena_bondesan" target="_blank">@elena_bondesan</a> di Elena Bondesan @elena_bondesan
    17 Giugno 2016
    in Cronaca
    alimenti, cibo, educazione alimentare,

    Bruxelles – “Mens sana in corpore sano”:  il  Consiglio dell’Unione europea lancia la battaglia contro il sale e gli zuccheri.  La crescente incidenza di sovrappeso, obesità e altre malattie legate all’alimentazione nella popolazione europea, soprattutto nei più piccoli, desta preoccupazioni per l’ impatto negativo sulla speranza e sulla la qualità della vita. Il Consiglio dell’Ue propone un cambiamento nell’offerta stessa degli alimenti, incentivando il consumo di frutta, verdura e prodotti integrali, nel segno dell’ imperativo “la scelta più sana deve essere la scelta più facile per il consumatore”. Gli Stati membri sono invitati ad adottare un piano nazionale per il miglioramento dei prodotti alimentari, che deve essere messo  in atto dalla fine del 2017 in modo che entro il 2020 la scelta salutare sia quella più a portata di mano e conveniente per tutti i clienti.

    L’organo dell’Unione presenta un progetto che punta al miglioramento del prodotto alimentare stesso, tramite la riduzione dei livelli di sale, dei grassi saturi, degli zuccheri aggiunti e del valore energetico, eccessivamente presenti nei cibi trattati o pre-preparati. Sotto il mirino dell’Ue anche i cibi locali e tradizionali, incluse le indicazioni geografiche, che devono essere consumati tenendo in considerazione il loro contributo nutritivo nella dieta. Le porzioni stesse dovranno essere riviste e ridotte, ma senza aumentare il valore energetico e senza intaccare i punti saldi di qualità e sicurezza. Grande attenzione deve essere riservata in particolare ai bambini e ai gruppi vulnerabili per i quali può essere più difficile optare per una via sana, soprattutto agendo sui prodotti tradizionali che sono consumati quotidianamente dalla maggioranza della popolazione. Il Consiglio propone di articolare il ritmo di riduzione del sale, dei grassi saturi e degli zuccheri aggiunti tenendo  conto delle differenze culturali  e delle abitudini alimentari di ogni Paese e tramite un processo graduale che consenta l’accettazione da parte del consumatore. Un posto di rilievo è riservato ai  cibi per neonati e bambini, che devono essere pensati per incoraggiare  gusti ampi, in cui frutta e verdura siano favoriti, e per evitare lo sviluppo precoce di preferenze per i cibi ricchi di zuccheri e ad alto contenuto di sale.

    Per poter offrire alimenti migliorati, accessibili  e convenienti il Consiglio suggerisce un approccio olistico: la stessa società dovrebbe sostenere e incoraggiare sani modelli di consumo alimentare e dovrebbero essere disponibili oggettive informazioni nutrizionali e istruzioni sulla salute pubblica, sia su un piano nazionale che locale. I governi nazionali, che hanno la responsabilità di fissare gli obiettivi di salute pubblica, dovrebbero collaborare con le altre parti interessate e con gli operatori del settore, in modo da incentivare la loro attenzione verso la qualità dei prodotti e dei pasti che offrono. Inoltre dovrebbero essere stilate delle linee guida sulla composizione degli alimenti che possano essere distribuite dagli enti pubblici, come ospedali, scuole,  residenze per persone anziane o studenti. Il punto di partenza sarà diverso per i vari  Stati membri, a seconda della loro storia e delle precedenti operazioni nel miglioramento dei cibi offerti,  valutando quindi i criteri già fissati per la  composizione dei prodotti, quelli  per i pasti scolastici e gli altri prodotti alimentari forniti tramite appalti pubblici, quelli relativi all’etichettatura e alle dimensioni delle porzioni.

    La proposta ha anche una dimensione transfrontaliera che prevede una collaborazione efficace dal punto della sanità pubblica e dell’industria nel quadro del mercato unico, puntando alla tutela dei consumatori e della salute. Infine il progetto propone la stipulazione di relazioni periodiche, almeno ogni due anni, sui progressi compiuti nelle iniziative per il miglioramento dei prodotti e per condividere le migliori pratiche ed i risultati ottenuti. I progetti tecnologici e di ricerca dovranno essere supportati ed incentivati, per favorire un progressivo miglioramento delle conoscenze e del loro sfruttamento.

    Tags: alimenticibiConsiglio dell'Unione europeaeducazione alimentareetichettatura cibiindicazioni geograficheobesità

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