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    Home » Economia » Ttip, Calenda: “Se salta è per negoziato troppo lungo. A rischio anche Ceta”

    Ttip, Calenda: “Se salta è per negoziato troppo lungo. A rischio anche Ceta”

    Il ministro per lo Sviluppo economico denuncia la ritrosia degli Stati membri a lasciare all’Ue la competenza sul commercio. Per Boldrini i trattati di libero scambio devono essere improntati all’equità e alla democrazia

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    5 Luglio 2016
    in Economia
    ttip juncker gabriel

    Roma – Il Ttip “secondo me salta perché siamo arrivati troppo lunghi sulla negoziazione”. Il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, aveva espresso così, partecipando in mattinata all’assemblea dell’Ania, il proprio pessimismo sul raggiungimento di un’intesa tra Ue e Usa sull’accordo transatlantico per il commercio e gli investimenti. Nel pomeriggio, però, partecipando a un convegno a Montecitorio dedicato proprio al Ttip, il ministro si è corretto, ricordando che da poco il Consiglio europeo ha “rinnovato il mandato pieno” alla Commissione, incaricata di condurre il negoziato. Dunque, “il Ttip non salta, ma se salta è perché le trattative sono troppo lunghe”.

    Calenda è pessimista anche sul Ceta, l’analogo accordo già chiuso tra Ue e Canada e che ora andrà ratificato come accordo misto, quindi non solo a livello Ue ma anche a livello nazionale. Anche quello “rischia di saltare”, indica, “perché basta un solo Parlamento nazionale, ad esempio quello vallone, che può decidere legittimamente di non ratificare e quindi fa cadere l’intero accordo”. In ogni caso, in attesa di una ratifica a livello nazionale, il ministro auspica che ci sia almeno “un’approvazione provvisoria” a livello europeo sulla parte tariffaria dell’accordo, altrimenti “il trattato è morto”, avverte.

    In apertura del convegno a Montecitorio è intervenuta la presidente della Camera, Laura Boldrini, convinta che “i trattati commerciali dovrebbero essere concepiti anche con il segno dell’equità e della democrazia”. Non devono essere “demonizzati o visti come un male di per sé”, ha aggiunto. Per questo è necessario approfondirne i contenuti, e dunque “una parola chiave è la trasparenza”, ha sottolineato la presidente ricordando il proprio impegno personale per ottenere dalla Commissione europea e del governo che anche i parlamentari nazionali, e non solo quelli europei, avessero accesso ai documenti del negoziato sul Ttip.

    Riguardo alla trasparenza, anche Calenda l’ha indicata come elemento essenziale per evitare la diffidenza dell’opinione pubblica. Per questo “ho chiesto la desecretazione dei mandati negoziali” anche per gli altri trattati commerciali che l’Unione europea sta discutendo, ha annunciato, “e intendo ottenerla”.

    Per Monica Di Sisto, esponente di Stop Ttip Italia, il fatto che ci siano sempre più dubbi sul raggiungimento di un’intesa “non ci fa stare tranquilli”, perché “il Ttip non si è fermato, va avanti”. Gli esponenti del movimento che si oppone al trattato Ue-Usa andranno “a Bruxelles per monitorale il quattordicesimo round” negoziale, ha annunciato Di Sisto, “e ci andremo per nulla sereni”.

    I punti più criticati rimangono sempre gli stessi e sono stati indicati dai vari oratori: rischi per la sicurezza alimentare e gli standard ambientali; arbitrato per la soluzione delle controversie tra investitori e Stati; rischi di ricadute occupazionali negative. “Questo è un trattato Frankenstein”, ha riassunto Elio Lannutti dell’Adusbef, che ha parlato della “più grande truffa planetaria”. Gli antagonisti del Ttip rimangono quindi sul piede di guerra.

    Tags: BoldriniCalendaCetaMonica di SistostopttipTtip

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