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    Home » Politica Estera » Regno Unito, il prossimo Primo ministro sarà una donna

    Regno Unito, il prossimo Primo ministro sarà una donna

    Rimangono in corsa per la leadership dei conservatori Theresa May, con 199 voti, e Andrea Leadsom con 84. Eliminato Michael Gove che si è fermato a 64 preferenze.

    Federica Villa</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicavilla3" target="_blank">@federicavilla3</a> di Federica Villa @federicavilla3
    7 Luglio 2016
    in Politica Estera
    Da sinistra: Theresa May, Segretario agli affari Interni e Andrea Leadsom, ministro all'Energia

    Da sinistra: Theresa May, Segretario agli affari Interni e Andrea Leadsom, ministro all'Energia

    Bruxelles – Una per il remain, l’altra per il leave. Una ha già un soprannome – “la nuova Margaret Tatcher” -, l’altra ancora deve trovarlo. Sono Theresa May e Andrea Leadsom, e una di loro, a settembre, diventerà il nuovo Primo ministro della Gran Bretagna.

    La certezza che il nuovo inquilino del numero 10 di Downing Street sarà donna la si è avuta oggi, quando i membri del partito conservatore hanno votato per scegliere i nomi dei due candidati che si sfideranno nei prossimi mesi per succedere a David Cameron. Erano partiti in cinque, poi, in una settimana, le votazioni hanno eliminato Liam Fox, Stephen Crabb e, per ultimo, Michael Gove. Finché sono rimaste le due signore. In prima posizione c’è May, con 199 voti, la segue l’avversaria con 84. Gove, dopo aver scelto di correre da solo e non supportare Boris Johnson che non si è candidato (a sorpresa) la scorsa settimana, si è fermato a 46.

    Gove eliminated in #ToryLeadership.@TheresaMay2016 199@andrealeadsom 84@Gove2016 46

    — Open Europe (@OpenEurope) July 7, 2016

    All’apparenza, May e Leadsom si assomigliano. Capelli a caschetto e stile impeccabile, le dividono sei anni. La prima, a ottobre ne compie sessanta e in carriera vanta un record: è la persona che, in più di mezzo secolo, ha ricoperto più a lungo la carica di segretario di Stato per gli affari interni (dal maggio 2010). La seconda, è la donna della finanza che si è poi convertita alla politica, prima come Segretario economico al tesoro, e ora come ministro per l’Energia.

    Sui principali temi politici però, le due sfidanti hanno dimostrato di avere visioni molto diverse, e non solo nella scelta delle posizioni sul referendum britannico. May ha votato a favore dei matrimoni fra persone della stesso sesso, Leadsom no. La legge “non mi è piaciuta”, aveva precisato. E alla Leadsom non erano piaciute nemmeno le misure scelte dal governo per combattere il cambiamento climatico. I suoi “sì”, invece, sono andati a supporto dell’aumento delle tasse universitarie a 9mila sterline ogni anno e all’intervento della Gran Bretagna nei bombardamenti in Siria contro l’Isis. Su quest’ultimo punto, trova d’accordo l’avversaria May che aveva votato anche a favore dell’intervento in Iraq. E che è famosa a Londra, e Bruxelles, per il suo pugno di ferro contro l’immigrazione. È stata lei a introdurre soglie onerose per il salario minimo dei lavoratori non europei che volevano trasferirsi nel Regno Unito.

    Subito dopo il voto, May ha ringraziato i membri del partito che hanno scelto di sostenerla e ha detto: “Non vedo l’ora di avere una buona competizione con la mia collega Andrea Leadsom”. La sicurezza di essere la persona giusta per guidare la Gran Bretagna nel dopo Brexit non vacilla, lo ha detto lei stessa quando si è candidata: “Sono Theresa May e sono la persona migliore per fare il Primo ministro”. I prossimi mesi diranno se il partito le crederà.

    LE PROSSIME TAPPE

    Circa 155.000 membri del partito conservatore dovranno ora scegliere la loro leader tra May e Leadsom. Ci sarà un voto postale, il cui esito sarà annunciato il 9 settembre.

     

    Tags: andrea leadsomBoris JohnsonbrexitconservatoridonneGran BretagnaMichael Goveprimo ministroTheresa May

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