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    Home » Politica » L’Ue mette in pausa il Ttip ma accelera sul Ceta

    L’Ue mette in pausa il Ttip ma accelera sul Ceta

    Il Consiglio ammette che il libero scambio con gli Usa non verrà approvato sotto l'amministrazione Obama e che dopo le elezioni le trattative verranno congelate per diversi mesi. Il trattato col Canada verrà sottoscritto il 27 ottobre e dopo il voto di Strasburgo entrerà in vigore in maniera provvisoria

    Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
    23 Settembre 2016
    in Politica
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    Bruxelles – I negoziati per il Ttip, il libero scambio tra Europa e Stati Uniti, si avviano ad essere messi in soffitta in attesa di capire se ha senso portarli ancora avanti, ma l’Unione europea spinge invece il piede sull’acceleratore per l’approvazione del Ceta, l’accordo commerciale con il Canada i cui negoziati sono già terminati. Il Consiglio informale degli Affari esteri dedicato al commercio che si è svolto a Bratislava ieri e oggi, e a cui ha partecipato anche un rappresentante del governo di Ottawa, è servito a limare le posizioni degli Stati membri e a trovare un accordo sui prossimi passi da intraprendere.

    Per quanto riguarda il Ceta l’obiettivo è ratificarlo a livello di Consiglio entro il prossimo 27 ottobre, quando ci sarà il summit Ue-Canada, in modo che Bruxelles e Ottawa possano formalmente sottoscriverlo in quell’occasione. Da lato europeo servirà però poi l’approvazione del Parlamento di Strasburgo perché possa entrare in vigore almeno in maniera provvisoria, in attesa dell’approvazione definitiva che ci sarà soltanto quanto verrà approvato dai Parlamenti di tutti i Paesi membri. “Con questo accordo è in ballo l’intera la credibilità dell’Ue”, ha avvertito il ministro dell’Economia slovacco e presidente di turno del Consiglio Peter Žiga, perché “se non possiamo trovare un accordo con il Canada, un Paese vicino in termini di cultura e di valori, sarebbe difficile immaginare con quale altro Paese potremmo raggiungerlo in futuro”. Al momento, ha riconosciuto Žiga, “ci sono ancora aree che sono percepite come sensibili dalla popolazione”, e per questo il Consiglio ha affidato alla Commissione europea il compito di preparare una dichiarazione congiunta “che serva a fare chiarezza su questioni come il tribunale internazionale per le dispute, i servizi pubblici, i diritti del lavoro e gli standard ambientali”. Per il resto gli Stati si sono dichiarati disponibili a sottoscrivere il Ceta al più presto e visto che il prossimo Consiglio Commercio formale è previsto per l’11 novembre, ovvero dopo il summit col Canada, l’idea è di convocarne uno straordinario prima del 27 ottobre per permettere così alla cerimonia della firma di potersi svolgere.

    “La dichiarazione congiunta sarà allegata al trattato e avrà valore legale”, ha spiegato la commissaria al Commercio Cecilia Malmström che per quanto riguarda l’entrata in vigore provvisoria dell’accordo ha ricordato che c’è anche per l’accordo con l’Ucraina e in passato c’è stata per quello con la Corea del Sud. Per Malmström è necessaria perché per l’accordo con la Corea ad esempio “ci sono voluti 4 anni per approvarlo in tutti i Paese”. Resta aperta però la questione su cosa sarà incluso nell’entrata in vigore provvisoria e cosa no. “Lo stiamo ancora studiando ma non ci dovrebbe essere la nuova Corte per la risoluzione delle controversie tra aziende e Stato”, ha affermato. L’entrata in vigore provvisoria resta legata all’approvazione del Parlamento europeo, ma il testo non è ancora stato messo in agenda e non si sa quindi se il voto sarà prima o dopo Natale.

    Per quanto riguarda il Ttip “non è realistico completare l’accordo finale entro la fine dell’amministrazione Obama”, ha riconosciuto Žiga. Il presidente americano “resterà in carica formalmente fino al 19 gennaio e fino a quella data siamo impegnati a fare i maggiori progressi possibili”, ha garantito Malmström. Ma se non si raggiungerà un accordo entro quel giorno, cosa ormai data pubblicamente per scontata anche dal Consiglio, “ci sarà una pausa naturale dovuta al fatto che prima che la nuova amministrazione statunitense entri in forza ci vorranno almeno 5/6 mesi”, e il periodo di stallo potrebbe anche prolungarsi “a seconda della priorità che il nuovo o la nuova presidente darà al Ttip”, ha aggiunto la commissaria. Per quanto riguarda però il mandato, ha affermato ancora Malmström, quello statunitense “che è stato approvato dal Congresso resta valido fino al 2019”, così come resta valido quello europeo che “potrà essere cambiato solo se gli Stati membri lo chiederanno”, cosa che fino ad ora non è formalmente accaduto.

    Tags: Canadacecilia Malmstrom @itCetaCommissione europealibero scambioTtipusa

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