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Sicurezza informatica: le app meno sicure sono quelle su salute e benessere

Sicurezza informatica: le app meno sicure sono quelle su salute e benessere

Sono i risultati della consultazione pubblica della Commissione Ue sulle applicazioni e i software non incorporati, considerati molto vulnerabili a azioni di violazione della privacy

Bruxelles – Non esistono solo i rischi connessi al cibo che mangiamo o a ciò che respiriamo, ma anche quelli legati alla tecnologia. Sono le app sulla salute e sul benessere quelle che mettono più a rischio la sicurezza dei dispositivi che usiamo ogni giorno. Molte persone, rispondendo alla consultazione pubblica della Commissione Ue sulla sicurezza di app e software non incorporati, hanno segnalato che spesso i rischi derivano dalla violazione della privacy nell’accesso o nella raccolta dei dati e delle informazioni sensibili da parte di dispositivi che non informano l’utente o non chiedono il consenso per l’accesso ai dati personali. L’indagine è stata rivolta a cittadini, stakeholders, al mondo dell’industria e alle autorità pubbliche. Hanno risposto in 78 da ogni parte d’Europa, ma principalmente da Germania, Regno Unito e Italia.

Un numero significativo di partecipanti al sondaggio ha denunciato il pericolo che alcune app possano essere vittime di attacchi informatici per varie ragioni che vanno dal trattamento dei dati alle operazioni finanziarie che quotidianamente vengono fatte online.  Alcuni ritengono che le applicazioni e i software non incorporati creino danni economici, altri che invece i danni non siano materiali ma che piuttosto provochino dolori e sofferenze.

Sedici cittadini su 37 che hanno risposto al sondaggio hanno dichiarato di aver avuto in passato problemi di sicurezza con app e non-embedded software. Otto hanno detto di aver avuto problemi molto spesso, e cinque di loro qualche volta. Quando che sono stati colpiti dalle minacce di app e non-embedded software come si sono comportati questi cittadini? In quattro hanno detto di non aver fatto nulla, tre di aver contattato il creatore della app, e due l’autorità nazionale.