Bruxelles – “L’impiegabilità (la formazione al fine di creare opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, ndr) non è una brutta parola. Anzi, gli Stati membri che la favoriscono fanno un investimento sul futuro e sull’Europa”. Lo ha sottolineato stamane Marianne Thyssen, commissaria europea all’impiego e agli affari sociali, presente al Comitato Economico e Sociale Europeo per assistere a un dibattito sul tema “Come favorire l’impiegabilità giovanile attraverso progetti innovativi”.
“Poter partecipare al mercato unico e trovare un lavoro sono un diritto dei giovani europei”, ha continuato l’ex vice-presidente dei Popolari al Parlamento europeo. “Per loro ottenere un impiego significa indipendenza. È uno dei messaggi chiavi della ‘New Skills Agenda for Europe’ approvata lo scorso giugno, così come della ‘Garanzia giovani’ rinforzata a dicembre. Possiamo raggiungere questo obiettivo solo insieme”.
Thyssen elogia i risultati ottenuti dai progetti comunitari: “Dalla sua introduzione (nel 2013, ndr) la ‘Youth guarantee’ ha aiutato 9 milioni di giovani europei a trovare un tirocinio o un impiego. Da allora nell’Ue ci sono 900.000 meno ‘neets’ (Persone non impegnate né in educazione, né in lavoro o formazione). Tuttavia non possiamo fermarci qui: in Europa la disoccupazione giovanile si attesta in media al 18,8%. Il nostro compito è sviluppare opportunità di buona qualità e aiutare i giovani meno avvantaggiati”.
L’altra iniziativa promossa dalla commissaria all’occupazione è lo ‘European Pact for Youth’, attivo dal 2015. “Si tratta di un progetto che viene dalle imprese”, spiega, “e che in due anni ha creato tante opportunità di lavoro per i giovani. In novembre convocheremo un summit per presentare i risultati del progetto”.
Infine Thyssen parla dell’idea più recente della Commissione: l’Erasmus Pro. “Sarà un modo per offrire anche ai giovani meno privilegiati di trascorrere un periodo di formazione all’estero. Ci siamo accorti che l’Erasmus è una possibilità per chi si trova già nelle migliori condizioni per emergere, attraverso l’università. Con Erasmus Pro intendiamo dare anche a chi è meno fortunato la chance di passare un periodo più lungo all’estero per imparare una lingua o un lavoro”.
Come ultimo punto sull’agenda, la commissaria promette: “Proporrò un ‘quality framework’ per i tirocini, in modo da garantire apprendistati di qualità. I nostri giovani meritano di più delle nostre parole, meritano le nostre azioni. Sta a noi fornire i mezzi e i percorsi necessari per permettere loro di ottenere un impiego e costruire una carriera professionale di successo”.

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