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    Home » Politica » Bufera su Dijsselbloem per frasi sui Paesi del Sud che spendono in “donne e alcool”

    Bufera su Dijsselbloem per frasi sui Paesi del Sud che spendono in “donne e alcool”

    Pittella parla di "parole vergognose e scioccanti, mi domando se sia la persona giusta per ricoprire quel ruolo". Renzi: "Se ne vada". M5s: "Si dimetta subito dalla carica di presidente dell'Eurogruppo"

    Mattia Drago</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Mattia_Drago" target="_blank">@Mattia_Drago</a> di Mattia Drago @Mattia_Drago
    21 Marzo 2017
    in Politica

    Bruxelles – Sta scatenando forti polemiche l’intervista rilasciata da Jeroen Dijsselbloem al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il presidente dell’Eurogruppo aveva detto che “durante la crisi dell’euro, i paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà verso i Paesi colpiti dalla crisi. Come socialdemocratico, attribuisco un’importanza eccezionale alla solidarietà”, ma “si hanno anche obblighi. Non si possono spendere tutti i soldi in alcool e donne e poi chiedere aiuto”.

    Parole “vergognose e scioccanti” queste ultime per Gianni Pittella che ha duramente attaccato quello che è un suo compagno di partito all’interno del Pse. “Non ci sono scuse o ragioni”, ha affermato il capogruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento europeo, “per l’uso di tale linguaggio, specialmente da una persona che si definisce progressista”. Di scuse o ragioni, però, pare che il ministro olandese non sia intenzionato a rilasciarne. “Non chiedo scusa”, ha infatti dichiarato Dijsselbloem, dopo che gli è stato chiesto di prendere le distanze dalle affermazioni rilasciate al giornale tedesco. Il ministro ha continuato a difendersi insistendo sul fatto che “la solidarietà” nella zona euro potrà essere garantita solo se tutti i governi manterranno le loro promesse di adempiere alle regole di bilancio dell’Unione europea. (AGGIORNAMENTO) Nella giornata di mercoledì Dijsselbloem ha provato ad aggiustare il tiro, sempre senza scusarsi, ed attraverso il suo portavoce ha fatto sapere che nell’intervista “mi riferivo a tutti i paesi dell’Eurogruppo che chiedono aiuti non a qualcuno in particolare.  Ho solo detto molto chiaramente che la solidarietà va di pari passo con la responsabilità e gli impegni e anche l’Olanda a volte non lo ha fatto – ha aggiunto – Se si vuole mantenere sostegno politico e dell’opinione pubblica in tutta l’Ue a favore della solidarietà occorre sempre parlare di quali impegni e quali sforzi devono essere fatti da ciascuno. Questo è come la solidarietà dovrebbe funzionare e funzionerà”.

    “Si è lasciato andare a battute stupide, non trovo termine migliore – scrive l’ex premier Matteo Renzi su Facebook -, contro i Paesi del sud Europa a cominciare dall’Italia e dalla Spagna. Penso che gente come Dijsselbloem, che pure appartiene al partito socialista europeo anche se forse non se ne è accorto, non meriti di occupare il ruolo che occupa. E prima si dimette meglio è. Per lui ma anche per la credibilità delle istituzioni europee”.

    Il ministro degli Esteri portoghese Augusto Santos Silva condivide la necessità di dimissioni di Dijsselbloem: “Il governo portoghese condivide queste richieste che abbiamo sentito venire da tanti membri del Parlamento europeo”. “Certamente – ha aggiunto Silva – queste espressioni non sono appropriate per un ministro delle Finanze europeo”.

    “Dijsselbloem rassegni immediatamente le dimissioni da presidente dell’Eurogruppo”, chiede il Movimento 5 Stelle che parla di dichiarazioni “gravi e vergognose”, aggiungendo che è “inaccettabile che il presidente dell’Eurogruppo, in carica dal 2013, e con in mano le chiavi della moneta unica, si esprima in questi termini”, e chiedendo al ministro Pier Carlo Padoan “che ha contribuito alla riconferma di Dijsselbloem nel 2015” di “prendere immediatamente le distanze dal suo collega socialista”.

    “Dopo gli insulti ai Paesi del Sud Europa il ministro olandese e presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem non solo non si è ancora dimesso ma nemmeno scusato – dichiara Eleonora Forenza, eurodeputata de L’Altra Europa – gruppo Gue/Ngl – . Se non capisce da solo la necessità di fare un passo indietro dopo le sue vergognose esternazioni, occorre che siano le istituzioni europee a chiederne le dimissioni. L’austerità ha messo in ginocchio soprattutto i Paesi del Sud Europa, ora dopo il danno la beffa. Il razzismo non è un’opinione come le altre. In ogni caso, stiamo chiedendo che il Consiglio venga a riferire in aula all’Europarlamento in merito all’accaduto”.

    (AGGIORNAMENTO) In difesa dell’olandese è arrivato solo il portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che in una conferenza stampa mercoledì mattina, interpellato dai giornalisti a proposito delle richieste di dimissioni, ha detto che “Schaeuble apprezza il lavoro di Jeroen Dajsselbloem. E noi contiamo sul fatto che l’Eurogruppo sia ancora pienamente funzionante per il resto della legislatura”.

    La vicenda si aggiunge alle già forti pressioni sul ruolo di Dijsselbloem come leader dell’Eurogruppo. L’olandese è infatti attualmente ministro ad interim dei Paesi bassi, dopo che il suo partito ha riportato una grossa sconfitta nelle elezioni del 15 marzo. Il mandato di presidente scadrà a gennaio 2018 e non è ancora chiaro se potrà essere rinnovato, dato che Dijsselbloem, nel frattempo, non ricoprirà più la poltrona di ministro delle finanze olandesi. Netto, a tal proposito, è il commento di Pittella: “Mi chiedo davvero se un individuo che ha avuto questi comportamenti possa ancora essere considerato la persona giusta per ricoprire il ruolo di presidente dell’Eurogruppo”.

    Tags: DijsselbloemEleonora ForenzaMatteo RenziMinistro finanze UEPaesi sudpittellapolemicaunione europeaWolfgang Schaeuble

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