Bruxelles – Da sempre Dea, eppur mai così divina. L’Atalanta ha compiuto un’impresa calcistica mai riuscita in oltre cento anni di storia. Complice la Juventus esa-campione, l’addio di Francesco Totti e l’entusiasmante rincorsa alla salvezza del Crotone, è passato quasi inosservato il capolavoro compiuto da Giampiero Gasperini e i suoi ragazzi. Atalanta quarta in classifica a fine campionato: nemmeno ai tempi gloriosi di Pizzaballa e Domenghini la formazione bergamasca era riuscita ad arrivare così in alto in campionato. Erano quelli i tempi della prima (e finora unica) coppa Italia, e delle prime apparizioni europee per i nerazzurri bergamaschi. Il prossimo anno in Europa l’Atalanta ci torna, ventisei anni dopo l’ultima volta. Altri tempi. I tempi di Ferron, Caniggia, Stromberg, Porrini (che di lì a poco si sarebbe trasferito alla Juventus, per vincere due scudetti e l’ultima coppa dei campioni bianconera). Oggi ci sono altri campioni: Alejandro Gomez, Andrea Petagna, Cristian Raimondi, giusto per citarne alcuni. E poi lui, Gian Piero Gasperini, il traghettatore. Al primo anno da allenatore neroazzurro, subito Europa League, record di punti in massima serie (72), nuovo record di vittorie totali (21) e di vittorie in trasferta (9). Tutti i numeri che valgono il piazzamento migliore di sempre.
Prima di questa stagione la migliore prestazione offerta in campionato fu quella offerta nel 1947-1948, quando l’undici bergamasco terminò quinto. A quei tempi non erano previste sostituzioni, i cartellini gialli e rossi non esistevano. Basta questo per capire la portata dell’impresa storica di Gasperini e dei suoi ragazzi, capaci di aggiornare gli almanacchi per la gioia di una città. Viste le premesse, appariva difficile a settembre, immaginare un’Atalanta così. Quattro sconfitte nelle prime cinque partite hanno rischiato di compromettere un’annata iniziata col piede storto, ma raddrizzata a come da ottobre in poi. Delle prime tre squadre, solo la Juventus ha avuto la meglio di questa Atalanta, 3-1 allo Stadium. Un’impresa, di questi tempi, battere questa dea. Un elemento che impreziosisce la cavalcata scudetto della Juventus. Mentre Gasperini, già capace di riportare il Genoa sul palcoscenico internazionale, riesce a ripetersi riconsegnando anche l’Atalanta una dimensione internazionale. E Bergamo sogna.

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