Berlino – Come sarebbe il mondo se fossero i giovani a governarlo? Sicuramente Angela Merkel, la cancelliera tedesca, se lo sarà chiesto durante il l’incontro con il gruppo Y20, dove Y sta per “young”, del G20. 64 delegati,provenienti dai 20 “grandi” del mondo, si sono incontrati a Berlino per elaborare delle proposte da mettere sul tavolo del summit di Amburgo del 7-8 luglio e quello che è emerso è un quadro piuttosto realistico di un mondo possibile.
Le proposte avanzate dai giovani delegati mostrano una visione piuttosto progressista, mirata all’inclusione delle minoranze, all’ecosostenibilità, alla digitalizzazione e all’uguaglianza di genere, oltre alla risoluzione del vero problema che colpisce i più giovani, la disoccupazione.
Dopo 5 giorni di panel e discussioni, i 64 hanno avuto la possibilità di discutere questi temi con Angela Merkel e con Katarina Barley, ministro per la gioventù del governo tedesco. La Kanzlerin ha preso immediatamente l’impegno di fare di più per i giovani, dichiarando che “quando le cose vanno meglio per i giovani vanno meglio anche per l’economia”, e promettendo un impegno serio sulla digitalizzazione, vera luce in fondo al tunnel della crisi.
Tra i temi più dibattuti quello delle migrazioni, con la posizione dell’assemblea mirata all’inclusione nel mondo del lavoro e nella società dei profughi, ma anche all’istituzione di corridoi umanitari che possano evitare le stragi nel mediterraneo. A questo tema si è legato quello dello sviluppo del continente africano, che, secondo i delegati, andrebbe aiutato attraverso dei programmi appositi, al fine di non costringere gli individui a migrare, sia a causa delle guerre sia a causa dei cambiamenti climatici. E proprio su questo tema è arrivata la stoccata a Donald Trump da parte di Angela Merkel, che ha dichiarato che “la sovranità nazionale non può essere una scusa per ignorare il Climate Change”, mentre dall’Y20 è giunta la proposta di rendere i commercianti più responsabili sugli effetti ambientali e sulla corruzione, costruendo così un mercato equo.
Oltre a temi di interesse generale come una maggiore trasparenza da parte della classe politica e una maggiore rigidità contro la corruzione sia nazionale che internazionale, l’incontro è stato un momento per parlare dei temi che più interessano la gioventù mondiale, come il lavoro sottopagato, la disuguaglianza di genere e l’istruzione.
Su questi punti l’assemblea è sembrata piuttosto coesa sulla richiesta di abolizione dei tirocini non retribuiti, che secondo i delegati sono paragonabili a una forma di sfruttamento. Ulteriori richieste sono state quelle di un’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne sul posto di lavoro, incluso il reddito, e di un’istruzione gratuita durante tutto il ciclo formativo, quindi fino al completamento degli studi universitari. Istruzione che secondo i giovani partecipanti è direttamente legata alle pratiche di buon governo, in quanto dei cittadini istruiti potranno essere più vigili sui propri politici.
Infine, non è mancato un richiamo a Brexit, il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, sul quale è intervenuto il ministro della gioventù Berkley, che si è detta preoccupata per i giovani britannici che così perderanno molte occasioni sia formative che lavorative.






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