Bruxelles – Il ritiro degli Usa dall’accordo di Parigi “è più di un evento triste, è il segno di abdicazione dalle azioni comuni nell’affrontare il fato del nostro pianeta”, ma in ogni caso “non significa la fine dell’accordo”. Parlando al Parlamento di Strasburgo Jean-Claude Juncker conferma l’impegno dell’Europa del resto del mondo di andare avanti con il piano di azione sul clima. “Siamo delusi e dispiaciuti” per la decisione di Donald Trump, ma la scelta del presidente Usa “credo che porterà il resto dl mondo a lavorare più unito nell’implementazione dell’accordo”, ha continuato il presidente della Commissione che ha garantito che Bruxelles “non rinegozierà i 29 articoli” del patto come chiesto da Trump perché “l’azione sul clima non ha bisogno di distrazioni, abbiamo negoziato per 20 anni ora è il momento di agire”.
Negli Stati Uniti non tutti però sono contrari a Parigi, e con alcuni degli Stati della Federazione Juncker è pronto a lavorare: “Vedo una risoluzione rafforzata in coloro che credono nel futuro del nostro pianeta” e tra questi “partner all’interno degli Usa, California, Washington e New York, che insieme sono la quarta economia mondiale”.




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