Bruxelles – Aumenta la produzione elettrica in Italia (+6,4%), ma anche le emissioni di CO2 (+2,8%), per il secondo trimestre consecutivo. A tracciare il quadro energetico italiano è Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ha pubblicato la sua analisi relativa ai primi tre mesi del 2017. Lo scenario che ne traspare è piuttosto complesso, anche perché l’inverno appena passato “ha fatto emergere alcune fragilità del nostro sistema energetico che negli ultimi anni erano state sottovalutate e ha mostrato come la transizione energetica continui a presentare aspetti problematici”, spiega Francesco Gracceva, l’esperto Enea che ha coordinato l’Analisi. “Nel corso dell’estate potrebbero verificarsi problemi di adeguatezza, in particolare nel Centro-Nord, qualora si verificasse un mix di condizioni estreme con alte temperature, bassa produzione da fonti rinnovabili non programmabili e bassa idraulicità”, avverte l’esperto.
L’aumento delle emissioni di CO2 è dovuta al forte aumento della produzione interna di elettricità e dalla ripresa della domanda di gas per usi finali, al punto che i livelli raggiunti alla fine dell’anno potrebbero addirittura essere simili a quelli del 2013, in piena controtendenza con la riduzione graduale che dovrebbe marcare il cammino italiano ed europeo fino al 2050. Un vistoso calo si è invece registrato per l’import di elettricità (-29%) anche se in misura minore rispetto al -60% del quarto trimestre 2016.
Per quanto riguarda il gas, “i picchi di domanda vicini ai massimi storici hanno indotto i decisori a raccomandare un aumento delle importazioni con un impatto sui prezzi che, sempre a gennaio, sul mercato all’ingrosso italiano sono stati di quasi 4€/MWh più alti rispetto al resto d’Europa” scrive Enea in una nota. “Di fatto, nel caso in cui non fossero completamente disponibili tutti i punti di entrata nella rete nazionale, la copertura di picchi eccezionali di domanda potrebbe risultare problematica”.

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