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    Home » Cronaca » Avramopoulos: Sosteniamo la responsabilità europea nella gestione delle migrazioni

    Avramopoulos: Sosteniamo la responsabilità europea nella gestione delle migrazioni

    Il commissario Ue: “La Libia non è la Turchia e non possiamo avere lo stesso tipo di accordo con la Libia come abbiamo con la Turchia”

    Perla Ressese di Perla Ressese
    23 Agosto 2017
    in Cronaca
    migranti, immigrati Avramopoulos

    Dimitris Avramopoulos

    Bruxelles – Sostenere gli Stati membri più colpiti dal fenomeno migratorio, come l’Italia, è “in cima” all’agenda della Commissione europea, che aumenta la pressione sugli altri Paesi, chiedendo a voce sempre più alta una maggiore collaborazione.

    Lo scrive il commissario Ue alle migrazioni Dimitris Avramopoulos in un articolo pubblicato oggi su Euobserver.

    “L’Europa continua a affrontare pressioni migratorie, ma rivendica il commissario – la differenza tra oggi e solo due anni fa è come il giorno e la notte”, perché il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, quando prese l’incarico, “sapeva che la migrazione doveva essere la priorità numero uno per il nostro mandato”.

    Avramopoulos ribadisce che “abbiamo già compiuto enormi progressi, raggiungendo di più negli ultimi due anni che nei vent’anni prima… il nostro approccio globale sta già mostrando risultati concreti”.

    Secondo il commissario “progressivamente, emerge un approccio più unito per affrontare le migrazioni. Ma c’è ancora da fare per costruire la fiducia tra di noi e creare un modo coerente e completo per raccogliere i vantaggi e affrontare le sfide della migrazione a lungo termine”.

    Avramopoulos conferma che “sostenere i nostri Stati membri più colpiti e limitare i flussi lungo la via del Mediterraneo Centrale è in cima alla nostra agenda”. Nel Mediterraneo orientale, sostiene il commissario “abbiamo portato la situazione sotto controllo”, in particolare grazie all’accordo del marzo 2016 con la Turchia, che ha ridotto i passaggi verso la Grecia da10.000 al giorno nell’ottobre 2015 a una media di circa 80 al giorno. Nel complesso, gli arrivi alle isole greche dalla Turchia “sono diminuiti del 97%”.

    “Ma la Libia non è la Turchia e non possiamo avere lo stesso tipo di accordo con la Libia come abbiamo con la Turchia”, ammonisce Avramopoulos. “La nostra azione nel Mediterraneo centrale deve concentrarsi sul salvare vite umane in mare, lavorando per migliorare le condizioni in Libia, aiutando i migranti a ritornare nei loro paesi d’origine e scoraggiando le frontiere illegali e pericolose” e secondo il commissario “elemento fondamentale del puzzle per raggiungere questo obiettivo è l’apertura di percorsi sicuri e legali per i veri rifugiati. L’Europa deve ancora adempiere all’obbligo umanitario di aiutare coloro che fuggono dalla guerra e dalla persecuzione”.

    Avramopoulos ricorda che “a luglio abbiamo chiesto a tutti i paesi dell’Unione europea di informarci entro settembre su quanti rifugiati sarebbero disposti ad accogliere dalla Libia e dai paesi vicini nel corso del prossimo anno. L’Ue continuerà a sostenere questi sforzi, mobilitando 10.000 euro per ogni persona che sarà accolta da uno Stato membro”.

    “Spero che tutti gli Stati membri contribuiscano a questi sforzi per ostacolare i flussi lungo la via del Mediterraneo Centrale” scrive dunque il commissario alle Migrazioni, spiegando che “possono farlo fornendo più fondi al Fondo fiduciario Ua-Africa per affrontare le cause fondamentali della migrazione, contribuendo con personale alle agenzie dell’Ue attive in Italia e aprendo luoghi per il reinsediamento legale di veri e propri rifugiati direttamente dalla Libia e dai paesi limitrofi”. Qui ricorda poi “alcuni esempi positivi, come la nostra collaborazione con il Niger, che ha drasticamente ridotto i flussi di transito attraverso il paese, ma che ora devono essere riprodotti altrove”.

    Secondo Avramopoulos però ora “altro elemento cruciale resta il ritorno e la riammissione. È qui che l’Ue deve far sentire il suo peso, per assicurare che i paesi extracomunitari cooperino per riprendere i loro cittadini che arrivano come migranti economici”. Nel futuro però si dovrà essere “più coraggiosi”, ad esempio con una politica di visti “utilizzata come leva, se necessario, su paesi come il Bangladesh, per accelerare la riammissione dei migranti che arrivano in Italia. Credo che possiamo contare sul sostegno degli Stati membri in questi sforzi”.

    Nei prossimi mesi, assicura poi il commissario, “continueremo a proporre nuove idee creative che possono aiutare a trovare soluzioni in questo settore. E continueremo a progredire per raggiungere un compromesso equilibrato sulla riforma della legislazione dell’Ue in materia di asilo… che deve basarsi su tutti quelli che dimostrano solidarietà e deve essere nell’interesse dell’intera Unione europea”.

    “Sono fiducioso – conclude Avramopoulos – che insieme possiamo sostenere la sfida della migrazione. E anche, se lavoriamo insieme, sono convinto che possiamo raccoglierne i vantaggi”.

    Tags: Avramopoulosflussiimmigratiitalialibyamigrantiturchia

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