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    Home » Cronaca » Gli Stati dovranno compensare le emissioni causate dalla deforestazione

    Gli Stati dovranno compensare le emissioni causate dalla deforestazione

    Dal 2030 la capacità di assorbimento di anidride carbonica dei boschi dovrà addirittura superare i livelli di rilascio dovuti al loro sfruttamento. Eurodeputati votano anche prolungamento dell'esenzione delle compagnie aree dalle regole del sistema Ets

    Paola Tavola</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@PaolaTavola" target="_blank">@PaolaTavola</a> di Paola Tavola @PaolaTavola
    13 Settembre 2017
    in Cronaca

    Bruxelles – Dal Parlamento europeo nuove regole per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare la capacità di assorbimento delle foreste. Gli eurodeputati riuniti a Strasburgo hanno approvato con 532 voti a favore, 144 voti contrari e 20 astensioni, una proposta legislativa in base alla quale i Paesi devono compensare le emissioni prodotte dallo sfruttamento delle foreste con la capacità di assorbimento delle stesse foreste, delle colture e dei pascoli.

    Fino al 2030, l’anidride carbonica rilasciata dalle attività di deforestazione, così come dal trasporto e dal trattamento industriale di legname, deve essere compensata dalla capacità di assorbimento, arrivando a somma zero. A partire dal 2030, invece, grazie alle nuove regole promosse dal Parlamento, gli Stati membri dovrebbero addirittura aumentare la capacità di assorbimento fino a superare il livello di emissioni, in linea con gli obiettivi a lungo termine stabiliti dall’Ue e con gli accordi di Parigi. E se la capacità di assorbimento di CO2 dovesse risultare maggiore delle emissioni derivanti dall’uso del terreno nei primi 5 anni dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, il “credito” accumulato dagli Stati potrà essere “depositato” e utilizzato per rientrare negli obiettivi di riduzione dei 5 anni successivi, così come in quelli fissati dal regolamento che limita le emissioni nazionali dei gas a effetto serra (GHG).

    Gli Stati membri dovranno comunicare ogni anno i valori delle loro emissioni e qualora uno di essi non adempiesse ai propri impegni nei due quinquenni 2021-25 e 2026-30, il disavanzo sarà contabilizzato nell’ambito del regolamento sulle emissioni GHG.

    Oltre a ciò, gli eurodeputati hanno votato per prolungare l’esenzione delle compagnie aree dalle regole del sistema europeo di scambio delle quote di emissioni (Ets) e fino al 2020 queste non dovranno pagare per le emissioni di CO2 dei voli intercontinentali. Tuttavia, a partire dal 2021, le compagnie dovrebbero ricevere soltanto la metà delle quote rilasciate gratuitamente nell’ambito del sistema Ets, al posto dell 85% a cui hanno diritto oggi.

    Tags: accordi di Parigiassorbimento CO2climaemissioni CO2gas a effetto serraparlamento europeoregolamento emissioni GHG

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