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    Home » Economia » Italia primo contribuente dell’iniziativa Bei sulle sfide migratorie

    Italia primo contribuente dell’iniziativa Bei sulle sfide migratorie

    L'iniziativa della Banca europea per gli investimenti è destinata ai Paesi balcanici e dell'Europa meridionale, finalizzata a garantire una risposta comune dell’Unione alle sfide migratorie e allo sviluppo

    Giulio Colazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Giulio_Col96" target="_blank">@Giulio_Col96</a> di Giulio Colazzo @Giulio_Col96
    19 Settembre 2017
    in Economia
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    Bruxelles- L’Italia, il Lussemburgo, la Polonia, la Slovacchia e la Slovenia sono diventati i primi Stati membri dell’Ue a dare il proprio contributo all’iniziativa della Banca europea per gli investimenti (Bei) per la Economic resilience initiative (Eri). L’Eri è un programma d’investimento che aiuta a fronteggiare la sfida migratoria nei Paesi del vicinato meridionale dell’Europa e nei Balcani occidentali. Nell’ambito dell’iniziativa Eri, la banca dell’Ue aumenta di 6 miliardi di euro i finanziamenti previsti in queste due regioni nel periodo 2016-2020, stimolando investimenti aggiuntivi per 15 miliardi. A questi nuovi finanziamenti della Bei tramite Eri vanno aggiunti i 7,5 miliardi di euro già programmati in precedenza.

    Con questi contributi, annunciati oggi, la banca dell’Ue potrà varare un fondo fiduciario speciale per incrementare gli investimenti nel settore privato e nelle infrastrutture essenziali delle due regioni. Questi investimenti faranno scaturire nuove opportunità in campo occupazionale, soprattutto per le donne e i giovani. Rappresentano un aiuto per migliorare la vita quotidiana delle persone e il contesto imprenditoriale, non solo nelle comunità di origine dei migranti ma anche nei Paesi di accoglienza e di transito. In tal modo, l’iniziativa per la resilienza economica contribuirà ad affrontare le cause profonde della migrazione. L’Eri è un’iniziativa che affianca il piano per gli investimenti esterni dell’UE concordato di recente.

    La Polonia e l’Italia sono i principali donatori che offrono, rispettivamente, 50 e 45 milioni di euro. Seguono la Slovacchia (2 milioni), la Slovenia (0,5 milioni) e il Lussemburgo (0,4 milioni di euro).

     Il vicepresidente della Bei Dario Scannapieco, responsabile dell’iniziativa Eri, ha affermato: “Questi contributi dall’Italia, dal Lussemburgo, dalla Polonia, dalla Slovacchia e dalla Slovenia rappresentano una pietra miliare dell’iniziativa della Bei per la resilienza economica. Ci consentono di accelerare immediatamente gli sforzi nel quadro di una risposta comune dell’Unione alle sfide costituite dallo sfollamento forzato e dalla migrazione”.

    “Gli investimenti in ambito Eri – spiega ancora Scannapieco – vogliono dare uguale speranza e opportunità a rifugiati, migranti e popolazioni locali. L’iniziativa intende contribuire a rafforzare la capacità di tenuta di queste regioni nei confronti, ad esempio, dell’impatto causato dalla crisi dei rifugiati siriani. Occorre dare alle persone che vivono in questi Paesi la prospettiva di posti di lavoro, di servizi di base e di sviluppo sostenibile”.

    Il vicepresidente Bei aggiunge poi di essere “lieto, in particolare, di annunciare la decisione dell’Italia di contribuire all’iniziativa della Bei per la resilienza economica. L’Italia non figura soltanto nel primo gruppo di Paesi che hanno aderito, ma offre anche uno dei più cospicui contributi. In qualità di Banca dell’Unione operiamo a stretto contatto affidandoci agli Stati membri per sostenere gli sforzi congiunti dell’Ue volti ad affrontare la sfida migratoria. L’iniziativa per la resilienza economica è stata richiesta da tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea alla fine dello scorso anno. Dopo questi primi cinque Paesi che aprono la strada, speriamo che altri li seguano presto”.

    L’iniziativa per la resilienza economica, dando stimolo agli investimenti nel settore privato e nelle infrastrutture essenziali, punta a creare occupazione e aumentare l’offerta di servizi, ad esempio, in campo energetico, nei trasporti, nel settore idrico, igienico-sanitario e in quello dell’istruzione.

     Grazie al sostegno di donatori come questi cinque Paesi, la BEI è in grado di offrire ulteriori finanziamenti a tassi di favore, un sostegno più accentuato al settore privato, finanza d’impatto e assistenza tecnica alle regioni coinvolte fino al 2020. Sono in corso discussioni con altri potenziali donatori governativi e non governativi.

     Dalla data del varo dell’iniziativa, a fine 2016, la Bei ha approvato 13 progetti del valore complessivo di circa 1 miliardo di euro, di cui ben oltre la metà a favore dello sviluppo del settore privato. I finanziamenti intermediati da banche partner locali andranno a beneficio di oltre 600 piccole imprese e midcap, fornendo sostegno a oltre 40 000 posti di lavoro.

    Tags: balcanibeiERIeuropaitaliamigrantimigrazioneue

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