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    Home » Economia » Riforma della Politica agricola, accordo raggiunto a Bruxelles

    Riforma della Politica agricola, accordo raggiunto a Bruxelles

    Paolo De Castro: “Molte sono le novità che riusciranno a creare le condizioni per un miglioramento della posizione dei nostri agricoltori nella filiera agro-alimentare"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    13 Ottobre 2017
    in Economia

    Bruxelles – Dopo un intenso ciclo negoziale, si è raggiunto l’accordo finale sul pacchetto agricolo del Regolamento Omnibus.

    Il capo del Team negoziale del Parlamento, Paolo De Castro, spiega che “come Parlamento europeo siamo molto soddisfatti: la proposta approvata in Commissione agricoltura è stata infatti adottata quasi interamente”. L’europarlamentare del Pd, che è anche primo vice presidente dalla Commissione agricoltura, sottolinea che “molte sono le novità contenute nella riforma di medio termine della Pac, che siamo certi riusciranno a creare le condizioni per un miglioramento della posizione dei nostri agricoltori all’interno della filiera agro-alimentare, ad allargare la possibilità di accesso agli strumenti di gestione dei rischi e a semplificare l’applicazione del greening dell’attuale Pac”.

    Rispetto alla proposta iniziale della Commissione, che mirava solo ad alcune modifiche all’attuale funzionamento della Pac, l’intesa raggiunta ieri, spiega De Castro nel suo sito, “offre la prospettiva di una vera e propria riforma di medio termine. Voluta soprattutto dal Parlamento che non si è limitato a lavorare nello stretto recinto proposto dalla Commissione, ma ha confezionato una proposta di revisione vera e propria”.

    “La ricognizione delle criticità presenti nell’attuale regolamentazione e la consapevolezza che queste si sarebbero potute affrontare solo nella prossima legislatura, ci ha spinto a proporre un intervento di revisione più vasto e a sostenerlo utilizzando le prerogative offerte al Parlamento dalla procedura di co-decisione. Un risultato, quindi, – afferma De Castro – straordinario non solo sul piano dei contenuti ma anche sul piano politico dove ancora una volta, dopo la riforma del 2013, il Parlamento ha dato prova di essere un perno decisivo del processo di costruzione legislativa europea”.

    I contenuti

    Il Parlamento ha difeso il principio che ad essere beneficiari delle risorse della Pac possano essere solo gli agricoltori professionali. Viene così mantenuta la definizione di agricoltore attivo, con la possibilità di deroghe specifiche strumentali a contenere il carico amministrativo.

    I pagamenti diretti

    Il Parlamento ha affrontato questo tema soprattutto con l’obiettivo di semplificare un carico di impegni per beneficiari e controllori che era diventato difficilmente sostenibile. E’ stato razionalizzato un complesso apparato di impegni, mantenendo intatta la valenza ambientale e collettiva dei pagamenti diretti. Sono stati così rivisti alcuni temi.

    Paolo De Castro

    Sul greening si è lavorato soprattutto sulla diversificazione delle colture e sulle aree di interesse ecologico. Sul primo tema sono state apportate semplificazioni rilevanti per le colture sommerse (riso), per le quali si allentano i limiti originariamente imposti. Inoltre, per tutti gli agricoltori che investono oltre il 75% della propria superficie agricola in leguminose e foraggere e per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie l’obbligo viene cancellato, indipendentemente dall’ampiezza dell’azienda, risolvendo il problema dei medicai. Sempre sul greening, l’obbligo del focus ecologico viene eliminato per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie e viene valorizzato il ruolo ambientale delle azoto fissatrici.
    Il secondo obiettivo è stato quello di valorizzare il ruolo dei giovani agricoltori nei pagamenti diretti, dando nuovo vigore e intensità al cosiddetto pagamento giovani introdotto nel 2013, che seppure condivisibile nelle intenzioni, restava ancora troppo timido negli effetti secondo il Parlamento.
    Si mantengono e rafforzano gli impegni sugli aiuti accoppiati, dando la possibilità agli agricoltori di incrementare i propri livelli produttivi e agli Stati Membri di rivedere annualmente i settori beneficiari, in chiave anti-ciclica.

    La gestione dei rischi

    Gli interventi promossi nel 2013 si sono rivelati insufficienti per promuovere l’accesso degli agricoltori a strumenti assicurativi, fondi di mutualità e meccanismi di stabilizzazione dei redditi. Cosi, prendendo spunto dalla proposta della Commissione di abbassare la soglia di indennizzo contemplata per il nuovo meccanismo di stabilizzazione dei redditi settoriale, il Parlamento è riuscito ad estenderla alle assicurazioni, portando al 20% la perdita di prodotto necessaria per l’attivazione, ha innalzato dal 65 al 70% l’intensità del contributo pubblico, e introdotto la possibilità di utilizzare indici economici per la misurazione delle perdite.

    Sempre nell’ambito dello sviluppo rurale sono stati varati diversi aggiustamenti. In particolare sono stati finalizzati a rafforzare gli effetti delle provvidenze per il primo insediamento dei giovani, la partecipazione ai regimi di qualità e gli investimenti effettuati dagli agricoltori nell’ambito dei piani di sviluppo rurale.

    Misure di mercato

    Lo sforzo è andato nella direzione di dare maggiore forza contrattuale alle formule organizzative degli agricoltori. Così Op e Aop operanti nel settore lattiero caseario potranno avvalersi della contrattualizzazione scritta obbligatoria, e le misure del pacchetto latte vengono estese oltre il 2020, eliminando la valenza temporanea delle stesse. Tali prerogative vengono inoltre estese a tutti i produttori e a tutte le Op e Aop. Queste formule organizzative vengono rafforzate dall’accordo e viene, in linea generale, consolidato il loro protagonismo all’interno delle relazioni contrattuali di filiera, derogando finalmente il settore agricolo dalle regole sulla concorrenza che riguardano la produzione, la vendita e la trasformazione dei prodotti agricoli, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un trasferimento di proprietà del prodotto dagli agricoltori all’Op.

    Sempre in questo capitolo e sulla scorta degli avvenimenti che hanno caratterizzato l’agricoltura in questi ultimi anni il Parlamento ha promosso la revisione dell’intervento per affrontare le crisi di mercato, dando immediatezza alle misure di riduzione della produzione, utilizzate con successo durante la crisi del latte.

    Secondo De Castro “l’accordo raggiunto costituisce un risultato importante per i nostri agricoltori. Vengono risolti problemi strutturali dell’impostazione del 2013, e vengono offerte nuove opportunità agli agricoltori, soprattutto per affrontare le turbolenze del mercato. Sotto il profilo del rapporto tra agricoltura e società l’obiettivo della semplificazione è stato raggiunto senza sacrificare gli effetti positivi sull’ambiente che sono stati alla base del disegno approvato nel 2013”.

    Per l’europarlamentare “è giusto sottolineare, peraltro, come questa occasione sia stata una importante testimonianza dell’efficacia della procedura di co-decisione sia rispetto ai risultati ottenuti, sia rispetto ai tempi utilizzati per realizzare quella che si presenta come una vera e propria riforma di medio termine della Politica Agricola Comune”.

    Tags: agricolturapacriforma a medio termine

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