- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 6 Novembre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » “Dopo la Brexit ‘buco’ da oltre 10 miliardi nel bilancio pluriennale Ue”

    “Dopo la Brexit ‘buco’ da oltre 10 miliardi nel bilancio pluriennale Ue”

    Secondo il commissario europeo al Bilancio Ottinger l'uscita di Londra dall'Ue produrrà un gap di 12-14 miliardi l'anno, a fronte di spese annue per circa 10 miliardi che serviranno solo per immigrazione e difesa. "Non lo colmeremo con debito o eurobond"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Gennaio 2018
    in Politica

    Bruxelles – Com’era prevedibile l’uscita del Regno Unito dall’Ue porrà dei problemi contabili. Il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione avrà i contributi di uno Stato in meno, e non un uno qualunque. Londra è attualmente il terzo Paese per risorse messe sul piatto (ma pure il principale membro a vedersi riconosciuto uno ‘sconto’, un parziale rimborso per le spese sostenute per il funzionamento dell’Ue). L’esecutivo comunitario ha già avviato il ragionamento sul prossimo bilancio pluriennale post-2020, consapevole della posta in gioco. Il commissario responsabile, il tedesco Gunther Oettinger, riconosce che “a causa della Brexit ci sarà una differenza tra i 12 e i 14 miliardi di euro l’anno”. Vuol dire risorse in meno, che si vanno a sommare a quelle che a Bruxelles stimano necessarie per l’immediato futuro. Immigrazione, controllo delle frontiere esterne, sicurezza e difesa. Tutte nuove sfide che richiederanno, secondo primi calcoli, attorno ai 10 miliardi di euro l’anno, anche se, ammette Oettinger, “è difficile poter stabilire quanto servirà per finanziare le nuove attività”. Vuol dire che potrebbe servire meno. O magari di più.

    Dalle capitali iniziano ad arrivare i primi segnali di una discussione che si annuncia animata. L’Austria ha già fatto sapere di non volere mettere più risorse di quante ne mette finora, e potrebbe non essere l’unica a opporre resistenza alle richieste della Commissione Ue di aumentare i contributi nazionali per le casse comuni. L’attuale ciclo di bilancio del resto è il primo a essere stato votato, nel 2013, con meno risorse di quello precedente. Una delle opzioni a cui ragiona il team Juncker è l’ipotesi di trasferire una parte dei ricavi del sistema Ets di compravendita dei certificati di emissione dagli Stati all’Ue. Se ne parlò già nel 2010, ma non se n’è mai fatto nulla. Adesso si torna a valutare tale possibilità. Difficile capire fino a che punto i governi siano disposti a cedere riserve pecuniarie a Bruxelles. Sul fronte immigrazione, però, i Paesi che tanto si oppongono al sistema di redistribuzione dei richiedenti asilo troverebbero conveniente pagare piuttosto che farsi carico dei migranti. In quel caso la contropartita rischia di essere la mancata riforma del sistema comune di asilo e lasciare a Italia e Grecia il compito di gestire i flussi. Certamente il team Juncker valuta la possibilità di maggiori risorse proprio. Oettinger ha evocato una non meglio precisata tassa sulla plastica, a quanto pare fin qui un’ipotesi molto personale e poco collegiale. Oltretutto, un’arma a doppio taglio che rischia di alienare le simpatie degli europei.

    La Commissione ha avviato delle consultazioni pubbliche per raccogliere suggerimenti. Un esercizio che l’esecutivo comunitario compie regolarmente prima di decisioni di grande rilievo, e non c’è dubbio che le questioni di bilancio abbiano una rilevanza enorme. Si tratta di non tanto di permettere il funzionamento dell’Ue, quanto di permettere all’Ue di finanziare le politiche a sostegno di territori e cittadini. L’unica cosa sicura in mezzo a tante incognite di un processo alle sue fasi iniziali è che in Europa “abbiamo un divario da colmare”, sottolinea Oettinger. Questo divario provocato dalla Brexit “non sarà colmato con debito né Eurobond”. E’ questa l’Ue del rigore e dell’austerità che fa fatica a uscire da un’impostazione di nordiche vedute.

    Non sarà comunque tempo di revisioni di cicli. Vuol dire che il bilancio, anche dopo il 2020, resterà di sette anni e non cinque come Commissione e Parlamento Ue vorrebbero. Questo per ragioni pratiche, così almeno spiega Oettinger. L’idea è di discutere il bilancio pluriennale a metà legislatura, così da lasciare sempre il Parlamento nella condizione di lavorare i primi due anni e mezzo con il vecchio budget e i restanti due anni e mezzo sul nuovo budget. Per ragioni di calendario si potrebbe attuare il nuovo regime solo a partire dal 2024. Poi, forse, nel 2025 qualcun altro potrebbe entrare nell’Ue (Montenegro?), e allora ci sarebbe un piccolo, quasi invisibile, contributo nazionale in più.

    Tags: bilancio pluriennale Uebilancio uebrexitcommissione europeaimmigrazionemffue

    Ti potrebbe piacere anche

    Il presidente del Consiglio europeo, Antònio Costa, e la presidente italiana del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Crediti: Consiglio dell'Unione europea
    Politica

    Costa d’accordo con Meloni: “Nei negoziati sull’Ucraina, il messaggio UE sia unitario e chiaro”

    6 Novembre 2026
    Eurostat: I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo
    Economia

    I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo

    6 Novembre 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Le Brevi

    Costi roaming a zero nei Balcani occidentali, l’UE avvia i negoziati

    6 Novembre 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Energia

    Il Consiglio UE dice ‘sì’ al rinvio di un anno alla stretta sul metano. Con possibilità di estenderlo

    6 Novembre 2026
    Secondo il commissario alla Migrazione, Magnus Brunner, quattro Paesi (Italia, Grecia, Cipro e Spagna) sono "sotto pressione migratoria"
    Diritti

    La Commissione UE considera Italia, Grecia, Cipro e Spagna Paesi “sotto pressione migratoria”

    6 Novembre 2026
    Tik Tok. Crediti: Geri Tech via Pexels
    Net & Tech

    Primo verdetto della Commissione UE: il feed ‘Per te’ di Tik Tok viola la legge sui servizi digitali (DSA)

    6 Novembre 2026
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Bandiera del Montenegro. Crediti: Anna Kharkivska via Unsplash allargamento

    Il Montenegro chiude altri due capitoli negoziali, possibile entro l’anno la fine delle trattative per l’adesione

    di Annachiara Magenta annacmag
    6 Novembre 2026

    Bruxelles - Il Montenegro compie un altro passo verso l’adesione all’Unione europea, chiudendo provvisoriamente altri due capitoli negoziali: il numero...

    Il presidente del Consiglio europeo, Antònio Costa, e la presidente italiana del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Crediti: Consiglio dell'Unione europea

    Costa d’accordo con Meloni: “Nei negoziati sull’Ucraina, il messaggio UE sia unitario e chiaro”

    di Iolanda Cuomo
    6 Novembre 2026

    Il presidente del Consiglio europeo ha risposto alla richiesta della premier italiana di decidere "una volta per tutte" chi debba...

    Eurostat: I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo

    I salari europei crescono del 4,3 per cento, ma l’Italia resta indietro. La Spagna allunga il passo

    di Annachiara Magenta annacmag
    6 Novembre 2026

    Gli ultimi dati pubblicati da Eurostat mostrano una forte disparità tra gli Stati membri: il salario medio lussemburghese (il più...

    Casa di riposo. Crediti: Dominik Lange via Unsplash

    Cresce del 5 per cento la spesa dell’UE per le prestazioni sociali nel 2025

    di Iolanda Cuomo
    6 Novembre 2026

    Bruxelles - Secondo Eurostat, l'Agenzia di statistica dell'UE, nel 2025, la spesa totale per le prestazioni di protezione sociale nell’UE...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione