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Polonia, il governo ancora all'attacco del (già minimo) diritto all'aborto

Polonia, il governo ancora all'attacco del (già minimo) diritto all'aborto

La nuova proposta vuole cancellare la possibilità di interrompere le gravidanze in cui c'è un altissimo rischio che il feto sviluppi malformazioni e malattie, motivo alla base del 96% degli aborti nel Paese

Bruxelles – In Polonia il diritto all’aborto è di nuovo in pericolo. Nonostante la recentissima ondata di proteste interne e l’opposizione della comunità internazionale che ha portato alla sconfitta della proposta di vietare completamente il diritto alla rimozione del feto, il governo di Varsavia ritenta ancora. Si vuol proporre di restringere ancora di più le già esigue possibilità delle donne polacche di interrompere una gravidanza.

In Polonia l’aborto è vietato, con sole tre eccezioni: quando una gravidanza è il risultato di stupro o incesto; quando mette in pericolo la vita o la salute di una madre; quando i test medici dimostrano un’alta probabilità che il feto sia malato o che il nascituro sviluppi disabilità. Ebbene la proposta discussa oggi in Parlamento mira a eliminare quest’ultima condizione, nonostante sia il motivo alla base del 96% delle rimozioni legali del feto in Polonia.

“Le donne hanno il diritto di decidere sui propri corpi e sulla propria sessualità – commenta l’eurodeputata della Sinistra Europea, Malin Björk – e avere accesso ad aborti sicuri e legali è fondamentale per i diritti delle donne”.  Secondo Bjork, dal momento che il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione nel novembre dello scorso anno in cui critica i tentativi del governo di Varsavia di restringere le possibilità di abortire, riaffermando l’assistenza sanitaria come un diritto fondamentale, quello che sta accadendo “non deve essere ignorato”. “Senza giustizia per le donne – insiste Bjork- non ci può essere giustizia in Polonia”.

Il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha anche invitato la Polonia ad astenersi dall’adottare qualsiasi riforma legislativa che limiti ulteriormente la possibilità di un aborto sicuro e legale. A pronunciarsi più volte contro il Paese per l’interpretazione restrittiva del diritto all’interruzione di gravidanza anche la Corte europea dei diritti umani. Il parlamento polacco non ha comunque intenzione di fare dietrofront e continuerà a discutere la proposta nelle prossime settimane.

Nonostante oggi sarà dibattuta anche una contro proposta, che chiede una progressiva riforma delle leggi per aumentare l’accesso ad aborti sicuri e legali, ampiamente sostenuta dai gruppi della società civile, le aspettative che venga presa in considerazione dalla maggioranza dei deputati, non ci sono.

Previste nuove manifestazioni di piazza per sostenere il diritto all’aborto. “Le donne e gli uomini polacchi che sostengono coraggiosamente questi diritti – conclude Bjork- hanno tutto il nostro sostegno”.

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