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L'Ue verso procedure semplificate per attaccare i beni della criminalità in tutta Europa

L'Ue verso procedure semplificate per attaccare i beni della criminalità in tutta Europa

Congelamento e confisca di asset in altri Stati membri avranno tempi più veloci. I ricavi saranno usati prima di tutto per risarcire le vittime

Bruxelles – Sarà più facile colpire la criminalità organizzata attaccando i suoi beni nei diversi Stati membri, con procedure per chiedere e ottenerne la confisca e il congelamento a livello internazionale più veloci e snelle. È quanto prevede il nuovo regolamento approvato in commissione Libertà civili al Parlamento europeo.

Il testo, passato con 47 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astensione, e che ora dovrà essere oggetto di negoziati con il Consiglio, introduce scadenze più strette ed estende il tipo di asset che possono essere bloccati o confiscati. I parlamentari europei vogliono che quando uno Stato membro riceve un ‘ordine’ di blocco o di confisca di beni di un soggetto criminale, tale ‘ordine’ venga eseguito entro venti giorni e non entro 60 come proposto inizialmente dalla Commissione, per dare meno tempo ai criminali di provare a spostare i loro asset. Questa scadenza può essere estesa solo se la confisca danneggia le indagini in corso. Inizialmente la riforma era stata proposta come direttiva dalla Commissione ma il Parlamento ha ottenuto che diventasse un regolamento, e che quindi, quando sarà approvato definitivamente, diventi immediatamente operativo senza dover passare dai Parlamento nazionali

“Questo regolamento è uno strumento chiave per combattere il finanziamento di attività criminali, incluso il terrorismo. La commissione ha adottato una posizione ambiziosa che accelererà la confisca e il congelamento delle risorse tra gli Stati membri con scadenze ravvicinate, portando a una risposta europea più potente in questo settore chiave”, ha rivendicato la relatrice per l’Aula, la liberale francese Nathalie Griesbeck.

Per quanto riguarda la destinazione dei beni confiscati il testo chiede che sia destinato innanzitutto per compensare le vittime dei crimini. In caso di confisca internazionale di beni di valore superiore a 10 mila euro, i soldi rimasti dopo le compensazioni dovranno poi essere ripartiti tra gli Stati membri che hanno emesso ed eseguito l’ordine nella misura del 70% per chi la emette e del 30% per chi la esegue.

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