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di Alfonso Bianchi
Moscovici ancora sull'Italia:
Pierre Moscovici

Moscovici ancora sull'Italia: "La sfida è ridurre il debito, sforare il 3% non è auspicabile"

Il commissario europeo: "Germania e Paesi bassi dimostrano che è nell'interesse dell'economia, nello Stivale dibattiti controproducenti"

Bruxelles – L’Italia “è davanti a una grande sfida”, che è quella di continuare nel cammino della riduzione del debito, e per farlo deve capire che sforare il 3% nel rapporto deficit/Pil “non è un obiettivo auspicabile se si vuole rafforzare la crescita dell’economia”. Il commissario all’Economia, Pierre Moscovici, è tornato a parlare del nostro Paese e a criticare, pure senza nominare nessuno, chi parla di sfondare i tetti di spesa imposti dai trattati europei.

“Nell’Ue ci sono alcuni Paesi che hanno deficit eccessivi e un tasso di disoccupazione elevato, altri hanno deficit nullo, con eccedenze anche, e hanno pieno impiego. I primi sono Spagna e Francia, gli altri Germania e Paesi Bassi”, ha affermato Moscovici secondo cui “se avessimo seguito la logica per cui il 3% è positivo per la crescita avremmo pensato l’inverso della realtà”. Insomma i vincoli vanno rispettati non in quanto testi sacri, ma perché a suo avviso sono salutari per l’economia. “Quando l’economia è indebitata, e le nostre economie lo sono, l’economia italiana lo è, bisogna contene il debito che è un fardello per i Paesi”, e il pagamento del servizio, degli interessi sul debito, “pesa sull’economia e più voi rimborsate il debito meno potete dare servizi utili alla popolazione”. Per questo, ha continuato il commissario “dunque non è una buona idea” sforare i limiti imposti da Bruxelles e l’Italia “ha rispettato la regola del 3% per anni”, cosa che “ha aiutato credo”, e “che deve continuare così semplicemente perché è nell’interesse dell’economia italiana”. Moscovici, riferendosi alle proposte che stanno emergendo in campagna elettorale, ha affermato che “in effetti ci sono dibattiti che possono essere controproducenti” e si è augurato che il prossimo governo “sia pro europeo e porti stabilità”.

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