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La mummia di Basilea era la
Anna Catharina Bischoff, in una ricostruzione fatta dalla tv svizzera SRF

La mummia di Basilea era la "bisnonna" di Boris Johnson

Le analisi del dna del corpo di una donna rivenuta in una chiesa nella città svizzera hanno permesso di risalire ai suoi discendenti, tra cui spicca il Segretario agli Affari Esteri del Regno Unito

Bruxelles – Potrebbe sembrare la trama di un romanzo di Umberto Eco, in cui la storia, attraverso oltre due secoli, tra chiese e ritrovamenti di mummie arriva ai nostri giorni, toccando addirittura i vertici della politica di un Paese europeo. E invece la realtà a volte supera la fantasia e così si scopre che il cadavere mummificato di una donna ritrovata nel 1975 ristrutturando una Chiesa di Basilea in Svizzera, sia l’antenata di uno dei politici più in vista in questo momento in Europa, quel Boris Johnson, il segretario di Stato per gli Affari Esteri del Regno Unito e uno dei principali sostenitori della Brexit.

La mummia di Basilea

La donna, il cui corpo è stato ritrovato in un ottimo stato di conservazione, si chiamava Anna Catharina Bischoff ed era una aristocratica, che morì nel 1787. Il suo cadavere è stato rinvenuto quasi intatto grazie agli alti livelli di mercurio contenuto al suo interno. Il mercurio veniva usato per curare la sifilide ma assunto in grandi quantità poteva anche causare la morte, cosa probabilmente avvenuta in questo caso. La sostanza però ha anche rallentato la decomposizione del corpo.

Boris Johnson

Come spiega il sito della Bbc, la scoperta della discendenza, basata su alcune ricerche archivistiche, è stata confermata dall’esame del Dna condotto su alcuni discendenti diretti della famiglia Bischoff. E la sorpresa è stata che è stata trovata una corrispondenza del 99,8% con la famiglia del capo della diplomazia britannica. La figlia di Bischoff sposò Christian Hubert Baron Pfeffel von Kriegelstein, e diverse generazioni di Von Pfeffels dopo, la famiglia giunse al padre di Boris Johnson, Stanley.