Bruxelles – Grazie ad un’indagine dell’Ufficio antifrode dell’Unione europea, l’Olaf, il Tribunale di Torino ha condannato una rete di contrabbandieri di sigarette che agivano in molti Paesi Ue a pagare all’Agenzia delle entrate 36 milioni di euro e 119 milioni agli uffici doganali.
Sono passati 5 anni da quando l’Olaf ha iniziato a far luce sulla questione. Gli investigatori europei scoprirono che una rete internazionale di contrabbandieri simulava esportazioni fittizie di sigarette al di fuori dell’Unione europea o effettuava esportazioni reali verso paesi terzi, e poi contrabbandava di nuovo le sigarette nell’Ue con l’obiettivo di evitare i dazi doganali e le tasse.
L’organizzazione della frode era gestita da un’estesa rete criminale con contatti con la criminalità organizzata in diversi Stati membri e paesi terzi. Il commercio illecito è stato facilitato da funzionari doganali corrotti che spesso hanno convalidato le esportazioni, nonostante queste non presentassero le certificazioni adeguate o che fossero effettuate usando dei camion già sequestrati.
Grazie alle attività di coordinamento dell’Olaf a sostegno delle forze dell’ordine nazionali in ogni fase chiave delle loro indagini in tutta Europa, e alle prove che l’Ufficio europeo ha fornito, è stato possibile individuare i colpevoli e il loro modo di agire in tutti le nazioni europee. Le forze dell’ordine in Italia e Germania hanno scoperto che la stessa rete produceva anche sigarette “made in Italy” in uno stabilimento vicino a Torino, destinate in parte al mercato illegale europeo.
“Questa sentenza mostra gli eccellenti risultati che si possono ottenere quando l’Olaf collabora con i partner nazionali in azioni coordinate contro i criminali che privano le casse pubbliche di entrate sostanziali – ha dichiarato Il direttore generale dell’Olaf, Nick Ilett – il motivo per cui possiamo proteggere i soldi dei nostri contribuenti, districare complessi schemi di frode transfrontaliera e assicurare che i criminali siano consegnati alla giustizia”.

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